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	<title>InformazioneCasa.it</title>
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	<description>Il nuovo Blog per la tua casa!</description>
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		<title>HOME-ASSISTANT per iAlarmMK di Antifurto365</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 10:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domotica]]></category>
		<category><![CDATA[home assistant]]></category>
		<category><![CDATA[home-assistant]]></category>
		<category><![CDATA[ialarm xr]]></category>
		<category><![CDATA[iAlarmXR]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos’è? Home Assistant è una piattaforma domotica che permette di aggiungere e gestire i dispositivi domestici compatibili della nostra casa. La sua grande diffusione dipende dal fatto che è open source, quindi gratuita. Come si installa? Per quanto riguarda l’installazione bisogna sapere che non si tratta di un sistema plug and play, ma non è [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cos’è?</strong><br />
Home Assistant è una piattaforma domotica che permette di aggiungere e gestire i dispositivi domestici compatibili della nostra casa. La sua grande diffusione dipende dal fatto che è open source, quindi gratuita.</p>
<p><strong>Come si installa?</strong><br />
Per quanto riguarda l’installazione bisogna sapere che non si tratta di un sistema plug and play, ma non è neanche così difficile da richiedere un tecnico programmatore. Si può installare su computer, micro-computer (raspberry), tablet, oppure su un NAS in diversi modi e con diversi sistemi operativi.</p>
<p><strong>Come funziona?</strong><br />
Dopo che l’applicazione software Home Assistant è stata installata, fungerà da sistema di controllo centrale per i dispositivi compatibili. iALARM-MK e XR si integra facilmente in home-assistant attraverso il <strong>custom component che viene fornito con la centralina iALARM-MK e XR</strong>.</p>
<p><strong>Home Assistant vs IFTTT</strong><br />
Home Assistant e IFTTT sono le due piattaforme per la domotica più popolari e molti utenti si trovano a dover scegliere tra i due. iALARM-MK e XR è compatibile con entrambe.</p>
<p><strong>Info</strong><br />
Per maggiori informazioni richiedere assistenza direttamente ai tecnici di Antifurto365 oppure visitare la seguente pagina: <a href="https://www.antifurtocasa365.it/home-assistant-ialarm-xr.html">Home-Assistant per iALARM-MK (antifurto365)</a></p>
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		<title>Antifurto Casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 08:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Impianto sicurezza e videosorveglianza]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte: Antifurto Casa Buongiorno a tutti, sto cercando il miglior&#160;antifurto per casa con installazione fai da te. Lo sto cercando in internet in quanto i prezzi sono migliori. L&#8217;offerta è tanta e mi rimango ancora alcuni dubbi prima di effettuare l&#8217;ordine. In particolare ho individuato due siti.. Grazie per l&#8217;aiuto..Devo proteggermi prima delle vacanze :)) [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Fonte: <a href="https://www.antifurtocasa.info/miglior-antifurto-casa/">Antifurto Casa</a></em></p>
<div id="attachment_4505" style="width: 1010px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4505" class="wp-image-4505 size-full" title="Miglior antifurto casa" src="https://www.antifurtocasa.info/wp-content/uploads/2016/11/miglior-antifurto-per-casa-su-internet.jpg" alt="miglior-antifurto-per-casa-su-internet" width="1000" height="450"><p id="caption-attachment-4505" class="wp-caption-text">Miglior antifurto per casa su internet</p></div>
<p>Buongiorno a tutti, sto cercando il <strong>miglior&nbsp;antifurto per casa</strong> con installazione fai da te.<br />
Lo sto cercando in internet in quanto i prezzi sono migliori.</p>
<p>L&#8217;offerta è tanta e mi rimango ancora alcuni dubbi prima di effettuare l&#8217;ordine. In particolare ho individuato due siti..</p>
<p>Grazie per l&#8217;aiuto..Devo proteggermi prima delle vacanze :))</p>
<p><em>Alessandro</em></p>
<hr>
<p><strong>Ciao Alessandro,<br />
ti rispondo per punti ai tuoi dubbi:</strong></p>
<blockquote class="styled">
<h3>1) Al mio vicino di casa hanno inibito la sirena d&#8217;allarme con la schiuma!!! Esistono sirene protette dalle aggressioni?</h3>
<p><strong>RISPOSTA</strong>:<br />
Come è noto, la sirena è l&#8217;elemento più vulnerabile di un sistema di allarme in quanto è posta all&#8217;esterno. Quando si sceglie un sistema di allarme bisogna partire proprio dalla sirena e sceglierne una che abbia le seguenti caratteristiche:</p>
<ul>
<li><strong>Tripla frequenza</strong>: deve inviare 3 segnali distinti in caso di allarme, il sabotaggio di una frequenza non impedisce alle altre di continuare ad operare. Evita le sirene cinesi ad una singola e vulnerabile frequenza!</li>
<li><strong>Antischiuma</strong>: serve a segnalare l&#8217;iniezione di schiuma davanti o all&#8217;interno della sirena che ne coprirebbe il suono. Il migliore sistema antischiuma è quello ad infrarossi attivi, composto da un led IR che trasmette posizionato di fronte ad un led IR che riceve. Questi due led creano tra di loro una barriera che se interrotta dalla schiuma iniettata genera un allarme per sabotaggio. Evita altri sistemi più economici, solo quello ad infrarossi è ritenuto il più sicuro.</li>
<li><strong>Made in Italy</strong>: il nostro paese ha una lunga tradizione nell&#8217;ingegnerizzazione e nella produzione di sirene per l&#8217;allarme. Ti consiglio di prenderne una prodotta in ITALIA.</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote class="styled">
<h3>2) Quale è la migliore frequenza di funzionamento di un allarme senza fili? Sul sito ***** vendono sistemi a quadrupla frequenza, su altri ancora prediligono esclusivamente la multi-frequenza Guard..allora mi chiedo quale scegliere?</h3>
<p><strong>RISPOSTA</strong>:<br />
Sicuramente un sistema che comunica su <strong>più frequenze</strong> offre delle garanzie in più..Si può affermare con certezza che le frequenze aggiuntive alla principale limitano la possibilità di inibire la comunicazione radio tra sensori e centrale. In un sistema a più frequenze l&#8217;oscuramento di una delle frequenze non impedisce all&#8217;altra di continuare ad operare. Ma fai attenzione a quello che acquisti c&#8217;è multi-frequenza e <strong>multi-frequenza Guard</strong>! La multi-frequenza Guard -per quanto mi risulta- è la migliore tecnologia perchè prevede l&#8217;invio simultaneo di almeno tre distinti segnali di allarme da parte del sensore e dalla sirena (ricordo che la sirena è l&#8217;elemento più vulnerabile dell&#8217;impianto!!!). In risposta alla tua domanda penso che chi stia&nbsp; offrendo triple o quadruple frequenze o addirittura <strong>sirene ad una singola frequenza</strong>, lo faccia più per un discorso commerciale non avendo la capacità di adeguarsi a nuove tecnologie più sicure come la multi- frequenza Guard che prevede l&#8217;invio simultaneo di almeno 3 distinti segnali di allarme da parte del sensore previsto e della sirena. Informati bene prima di acquistare e se vuoi approfondire le differenze, sul seguente sito trovi kit certificati a multi-frequenza Guard di un noto produttore: <a href="https://www.antifurtocasa365.it/frequenze-guard.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.antifurtocasa365.it</a></p></blockquote>
<blockquote class="styled">
<h3>3) Le spedizioni sono sicure o è meglio se vado di persona?</h3>
<p><strong>Risposta</strong>:<br />
Sul fatto di andare di persona proprio non saprei!! Se lei è a Messina ed il rivenditore a Bolzano?! Per me internet è uno strumento sicuro, (faccio il 90% dei miei acquisti in internet), ma se il rivenditore è vicino per abitudine vado di persona; apprezzo chi mi dedica del tempo, mi fa toccare con mano i prodotti e comunque il rapporto con le persone è per me qualcosa che valorizza ciò che sto acquistando. Verifica che ci sia almeno una <strong>sede aperta al pubblico</strong>, se il rivenditore ci mette la faccia vuol dire che in futuro se avrai bisogno di assistenza non potrà nascondersi dietro un sito internet!</p></blockquote>
<blockquote class="styled">
<h3>4) Come faccio a verificare se l&#8217;impianto che sto acquistando in Internet è a norma?</h3>
<p><strong>RISPOSTA</strong>:<br />
Gli allarmi fai da te devono essere corredati da certificazione CE. Di questo abbiamo già discusso a lungo, un certificato CE può essere emesso da chiunque che ne verifica ed auto-certifica le conformità oppure da un Ente terzo <strong>accreditato nella comunità Europea</strong>. Appare evidente che la semplice certificazione CE emessa dal venditore o da un soggetto <strong>NON accreditato in Europa</strong>, anche se valevole ad ogni effetto di legge è in conflitto di interessi. A mio avviso vengono a sovrapporsi le figure di controllore e controllato. Quindi cosa fare? Preferire centrali di allarme corredate da <strong>certificato di conformità emesso da un ente indipendente</strong> preposto. Questa ipotesi è certamente più lunga e costosa per un produttore ma ti offre delle garanzie in più in quanto c&#8217;è un terzo soggetto accreditato a conferma e garanzia delle caratteristiche tecniche.</p>
<p>Questo aspetto è fondamentale. Internet al giorno d&#8217;oggi è pieno di prodotti apparentemente validi e performanti ed anche molto simili tra di loro ma ben pochi possono superare i tests previsti ed ottenere un <strong>certificato emesso da un ente notificato in Europa con identificativo EU</strong> come ad esempio: EU-0700; EU-0051; EU-2051. Diffida da venditori &#8220;furbi&#8221; che ti diranno sempre che il loro prodotto è migliore, tecnologicamente più avanzato, l&#8217;ultimo modello, identico a quello della concorrenza, ecc.. Esigi sempre un certificato emesso da un <strong>Ente notificato in Europa con identificativo EU</strong>. A mio avviso questa è il <strong>PRIMO REQUISITO</strong> da valutare quando si acquista una centrale di allarme. Una volta scaricato il certificato lo puoi verificare con l&#8217; emittente.</p>
<p>Per il sito internet che vende centraline certificate da un soggetto non accreditato nella comunità Europea e senza identificativo EU ho provato a chiamare il numero che mi hai fornito per chiedere notizie e in effetti ho avuto la sensazione che stessero cercando di arrampicarsi sugli specchi perché in realtà NON hanno <strong>Certificati emessi da ente notificato in Europa con identificativo EU</strong> come ad esempio: EU-0700; EU-0051; EU-2051..Io diffiderei…</p></blockquote>
<p>Fammi sapere, Ciao!<br />
<em>Max</em></p>
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		<title>L&#8217;impianto di videosorveglianza domestico</title>
		<link>https://www.informazionecasa.it/limpianto-videosorveglianza-domestico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 13:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domotica]]></category>
		<category><![CDATA[Tipi di impianto videosorveglianza]]></category>
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					<description><![CDATA[Generalità su come realizzare un&#8217;impianto di videosorveglianza. Da alcuni anni si stà diffondendo l&#8217;uso della videosorveglianza quale parte importante nella protezione delle abitazioni. Spesso il solo utilizzo di un sistema antifurto non soddisfa la nuove esigenze di protezione, legate più ad un concetto di furto in abitazione che a prevenire una serie di eventi malavitosi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Generalità su come realizzare un&#8217;impianto di videosorveglianza.</p>
<p>Da alcuni anni si stà diffondendo l&#8217;uso della videosorveglianza quale parte importante nella protezione delle abitazioni. Spesso il solo utilizzo di un sistema antifurto non soddisfa la nuove esigenze di protezione, legate più ad un concetto di furto in abitazione che a prevenire una serie di eventi malavitosi che si stanno proponendo giornalmente. Il controllo visivo e la videoregistrazione permettono di porre il malavitoso di fronte ad un nuovo silenzioso &#8220;nemico&#8221;.</p>
<p>Come è composto un buon impianto di videosorveglianza?</p>
<p>I componenti principali ed indispensabli sono:</p>
<p><strong>Le telecamere suddivise in:</strong></p>
<ul>
<li>Telecamere per esterni;</li>
<li>Telecamere per interni;</li>
<li>Telecamere per la visione notturna;</li>
<li>Telecamere motorizzate;</li>
<li>Telecamere via radio;</li>
</ul>
<p><strong>Il sistema di videoregistrazione composto da:</strong></p>
<ul>
<li>Sistema di videoregistrazione (Hard disk);</li>
<li>Sistema di acquisizione immagini su Personal computer.</li>
</ul>
<p>Nella progettazione di impianto di videosorveglianza bisogna tenere presente le necessità del utente e scegliere i componenti dell&#8217;impianto più utili. L&#8217;impianto tipico e più attuale di videosorveglianza prevede l&#8217;nstallazione di telecamere all&#8217;esterno dell&#8217;abitazione con visione notturna e sistema di protezione alle basse temperature. Le telecamere sono inserite all&#8217;interno di supporti e contenitori che le proteggono dall&#8217;umidità e dalle basse temperature. Le telecamere devono essere di buona qualità e disporre di un gruppo ottico adatto a coprire l&#8217;area da controllare sia di giorno che di notte. Inoltre parte fondamentale dell&#8217;impianto è il sistema di videoregistrazione il quale permette la registrazione (programmabile) delle immagini inviate dalle telecamere. I sistemi di videoregistrazione moderni utilizzano un Hardisk per le memorizzazione delle immagini, permettono la registrazione in contemporanea di tutte le immmagini inviate dalle telecamere nonchè la possibilità di vedere in tempo reale su video le immagini riprese.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Generalità sulla domotica</title>
		<link>https://www.informazionecasa.it/generalita-sulla-domodica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 15:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domotica]]></category>
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					<description><![CDATA[La domotica come la nuova frontiera nella gestione delle abitazione. La domotica è la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa e più in generale negli ambienti antropizzati. La domotica è nata nel corso della terza rivoluzione industriale allo scopo di studiare, trovare strumenti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La domotica come la nuova frontiera nella gestione delle abitazione.</p>
<p>La domotica è la scienza interdisciplinare che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa e più in generale negli ambienti antropizzati.</p>
<p>La domotica è nata nel corso della terza rivoluzione industriale allo scopo di studiare, trovare strumenti e strategie per:</p>
<ul>
<li>migliorare la qualità della vita;</li>
<li>migliorare la sicurezza;</li>
<li>risparmiare energia;</li>
<li>semplificare la progettazione, l&#8217;installazione, la manutenzione e l&#8217;utilizzo della tecnologia;</li>
<li>ridurre i costi di gestione;</li>
<li>convertire i vecchi ambienti e i vecchi impianti.</li>
</ul>
<p>La domotica svolge un ruolo importante nel rendere intelligenti apparecchiature, impianti e sistemi. Ad esempio un impianto elettrico intelligente può autoregolare l&#8217;accensione degli elettrodomestici per non superare la soglia che farebbe scattare il contatore.</p>
<p>Con &#8220;casa intelligente&#8221;si indica un ambiente domestico &#8211; opportunamente progettato e tecnologicamente attrezzato &#8211; il quale mette a disposizione dell&#8217;utente impianti che vanno oltre il &#8220;tradizionale&#8221;, dove apparecchiature e sistemi sono in grado di svolgere funzioni parzialmente autonome (secondo reazioni a paramatri ambientali di natura fissa e prestabilita) o programmate dall&#8217;utente o recentemente completamente autonome (secondo reazioni a paramatri ambientali dirette da programmi dinamici che cioè si creano o si migliorano in autoapprendimento.</p>
<p>Ad un livello superiore si parla di &#8220;building automation&#8221; o &#8220;automazione degli edifici&#8221;. L&#8217;edificio intelligente, con il supporto delle nuove tecnologie, permette la gestione coordinata, integrata e computerizzata degli impianti tecnologici (climatizzazione, distribuzione acqua, gas ed energia, impianti di sicurezza), delle reti informatiche e delle reti di comunicazione, allo scopo di migliorare la flessibilità di gestione, il comfort, la sicurezza, il risparmio energetico degli immobili e per migliorare la qualità dell&#8217;abitare e del lavorare all&#8217;interno degli edifici.</p>
<h3>Il concetto di casa intelligente</h3>
<p>La casa intelligente può essere controllata dall&#8217;utilizzatore tramite opportune interfacce utente (come pulsanti, telecomando, touch screen, tastiere, riconoscimento vocale), che realizzano il contatto (invio di comandi e ricezione informazioni) con il sistema intelligente di controllo, basato su un&#8217;unità computerizzata centrale oppure su un sistema a intelligenza distribuita. I diversi componenti del sistema sono connessi tra di loro e con il sistema di controllo tramite vari tipi di interconnessione (ad esempio rete locale, onde convogliate, onde radio, BUS dedicato, ecc.).</p>
<p>Il sistema di controllo centralizzato, oppure l&#8217;insieme delle periferiche in un sistema ad intelligenza distribuita, provvede a svolgere i comandi impartiti dall&#8217;utente (ad esempio accensione luce cucina oppure apertura tapparella sala), a monitorare continuamente i parametri ambientali (come allagamento oppure presenza di gas), a gestire in maniera autonoma alcune regolazioni (ad esempio temperatura) e a generare eventuali segnalazioni all&#8217;utente o ai servizi di teleassistenza. I sistemi di automazione sono di solito predisposti affinché ogniqualvolta venga azionato un comando, all&#8217;utente ne giunga comunicazione attraverso un segnale visivo di avviso/conferma dell&#8217;operazione effettuata (ad esempio LED colorati negli interruttori, cambiamenti nella grafica del touch screen) oppure, nei casi di sistemi per disabili, con altri tipi di segnalazione (ad esempio sonora).</p>
<p>Un sistema domotico si completa, di solito, attraverso uno o più sistemi di comunicazione con il mondo esterno (ad esempio messaggi telefonici preregistrati, SMS, generazione automatica di pagine web o e-mail) per permetterne il controllo e la visualizzazione dello stato anche da remoto. Sistemi comunicativi di questo tipo, chiamati gateway o residential gateway svolgono la funzione di avanzati router, permettono la connessione di tutta la rete domestica al mondo esterno, e quindi alle reti di pubblico dominio.</p>
<p>Esempio di funzioni di un impianto di illuminazione intelligente: accensioni multiple anche automatiche di luci in base all&#8217;instaurarsi di condizioni specifiche scenari (es.ci sono ospiti, diamo un party, mi vedo un DVD); autoaccensione secondo schemi copiati dalla realtà delle luci dopo il riconoscimento automatico di una prolungata assenza; centralizzazione dello spegnimento o autospegnimento delle luci quando viene riconosciuta l&#8217;assenza di utenti; gestione completamente autonoma e automatica dell&#8217;illuminazione.</p>
<p>Esempio di funzioni di un di impianto elettrico intelligente: coordinamento autonomo del funzionamento degli elettrodomestici; Riduzione dei campi magnetici nelle stanze in cui sono presenti utenti; Isolamento e protezione automatica in caso di temporale; Disalimentazione completa isole tecniche (esempio gruppo televisore, decoder, videoregistratore ecc.) a comando o in automatico di notte o quando non c&#8217;è nessuno in casa.</p>
<p>Esempio di funzioni di un di impianto di climatizzazione intelligente: funzionamento automatico in base al riconoscimento della presenza di persone; adeguamento del funzionamento in base al tasso di umidità; spegnimento automatico del calorifero sotto una finestra aperta; autoprogrammazione della pre-climatizzazione (es.pre riscaldamento in inverno) in base al riconoscimento degli &#8220;usi e costumi&#8221; degli utenti.</p>
<p>Esempio di funzioni di un di impianto di sicurezza intelligente: rilevamento di eventi come fughe di gas, allagamenti e incendi; connessione a distanza con servizi di assistenza (soccorso medico e vigilanza); monitoraggio a distanza degli ambienti con telecamere; Interazione TV, telefono, videocitofono e impianto telecamere.</p>
<p>Esempio di funzioni di un di impianti di automazione domestica intelligente: chiusura o apertura in autonomia delle tende esterne (c&#8217;è il sole si aprono, c&#8217;è vento si chiudono); chiusura o apertura in autonomia degli oscuranti (tapparelle, persiane ecc.) e coordinamento con l&#8217;automazione per la ventilazione in base a parametri di aero-illuminazione dettati dalla legge e coordinamento con gli scenari di illuminazione (aziono il videoproiettore l&#8217;automazione oscura la stanza l&#8217;impianto di illuminazione accende le luci soffuse).</p>
<h3>Caratteristiche della domotica</h3>
<p>Le soluzioni tecnologiche che possono essere adottate per la realizzazione di un sistema domotico sono caratterizzate da peculiarità d&#8217;uso proprie degli oggetti casalinghi:</p>
<ul>
<li>Semplicità: il sistema domotico è diretto ad un pubblico vasto e non professionale, per questo deve essere semplice da usare secondo modalità naturali, univoche e universalmente riconosciute attraverso un&#8217;interfaccia “user friendly”, deve inoltre essere sicuro e non deve presentare pericoli per chi non ne conosce o comprende le potenzialità.</li>
<li>Continuità di funzionamento: il sistema deve essere costruito pensando al fatto che dovrà offrire un servizio continuativo e per questo praticamente immune da guasti o semplice da riparare anche per personale non esperto o, nel caso, necessitare di tempi brevi per la rimessa in funzione.</li>
<li>Affidabilità: il sistema funziona sempre, senza richiedere particolari attenzioni; anche in caso di guasti esso deve essere in grado di fornire il servizio per il quale è stato progettato o uno simile in caso di funzionamento ridotto, deve essere inoltre in grado di segnalarne il mancato funzionamento e di generare un report delle eventuali anomalie.</li>
<li>Basso costo: affinché un sistema domotico sia alla portata di tutti deve avere un costo contenuto, inteso come economicità delle periferiche (sensori, attuatori, ecc.) e della rete di interconnessione tra i diversi moduli funzionali.</li>
</ul>
<p>Le tecnologie per la domotica permettono inoltre di ottenere alcuni vantaggi quali ad esempio:</p>
<ul>
<li>Risparmio energetico: un sistema completamente automatizzato dovrà evitare i costi generati da sprechi energetici dovuti a dimenticanze o ad altre situazioni, monitorando continuativamente i consumi e gestendo le priorità di accensione degli elettrodomestici.</li>
<li>Automatizzazione di azioni quotidiane: un sistema di home automation deve semplificare alcune azioni quotidiane, soprattutto quelle ripetitive, non deve in alcun modo complicarle.</li>
</ul>
<p>Tutte queste caratteristiche, se non sviluppate singolarmente ma nel loro insieme, portano alla creazione di un sistema domotico integrato che può semplificare la vita all&#8217;interno delle abitazioni. La casa diventa intelligente non perché vi sono installati sistemi intelligenti, ma perché il sistema intelligente di cui è dotata è capace di controllare e gestire in modo facile il funzionamento degli impianti presenti. Attualmente le apparecchiature tecnologiche sono poco integrate tra loro e il controllo è ancora ampiamente manuale, nella casa domotica gli apparati sono comandati da un unico sistema automatizzato che ne realizza un controllo intelligente.</p>
<p>Per quanto riguarda il sistema di automazione, fondamentalmente ne esistono di due tipi, uno basato su un&#8217;unità di elaborazione centrale che permette di gestire tutte le attuazioni a partire dai risultati di rilevazione e uno a struttura distribuita dove le interazioni avvengono localmente in maniera distribuita ed eventualmente comunicate ad un&#8217;unità centrale per un controllo di coerenza generale, in genere sistemi di questo tipo sono più affidabili dei primi.</p>
<p>L&#8217;interfaccia utente (interfaccia uomo-macchina) deve, in base a tutte le precedenti considerazioni, essere consistente (non deve creare conflitti fra i comandi), essere di facile impiego (si pensi ai bambini o agli anziani) ed essere gradevole (la difficoltà di interazione con il sistema non deve essere una barriera al suo utilizzo).</p>
<h3>Aree di automazione</h3>
<p>Lo scopo ultimo di un sistema della domotica è il controllo totale di tutti i servizi e la possibilità di realizzare nuove operazioni complesse, possibili solo nel caso in cui diversi sistemi semplici siano connessi e controllati in modo intelligente.</p>
<p><strong>Le aree di automazione possibili in una casa sono:</strong></p>
<ul>
<li>Gestione dell&#8217;ambiente (microclima e requisiti energetici);</li>
<li>Gestione degli apparecchi;</li>
<li>Comunicazione e informazione;</li>
<li>Sicurezza.</li>
</ul>
<p>Ogni area è, a sua volta, suddivisa in sottoaree specifiche del settore:</p>
<p><strong>Gestione dell&#8217;ambiente:</strong></p>
<ul>
<li>climatizzazione (regolazione della temperatura, della velocità e dell&#8217;umidità dell&#8217;aria);</li>
<li>riscaldamento dell&#8217;acqua sanitaria;</li>
<li>illuminazione, illuminazione d&#8217;emergenza e alimentazione d&#8217;emergenza;</li>
<li>distribuzione dell&#8217;energia elettrica e gestione dei carichi;</li>
<li>irrigazione del giardino;</li>
<li>gestione della piscina;</li>
<li>azionamento di sistemi d&#8217;apertura e d&#8217;ingresso;</li>
<li>gestione di scenari preprogrammati.</li>
</ul>
<p>Il controllo dell&#8217;ambiente viene automatizzato grazie alla presenza di un sistema di sensori e attuatori, questo permette la termoregolazione dei singoli locali abitativi in funzione dei cambiamenti ambientali con in più una costante verifica dei consumi energetici; la gestione di tempi e livelli di temperatura è orientata verso il comfort desiderato rapportato al massimo risparmio energetico. Gli stessi standard di qualità e risparmio si applicano al sistema di generazione dell&#8217;acqua calda per uso sanitario, sia esso uno scaldabagno, una caldaia o dei pannelli solari.</p>
<p>Il sistema deve sovrintendere al funzionamento dei carichi più pesanti (forno, scaldabagno, lavatrice, ecc.) gestendone il distacco controllato per evitare sovraccarichi di corrente e conseguenti inutili black-out dovuti allo sgancio dell&#8217;interruttore limitatore posto sulla linea di fornitura dell&#8217;energia elettrica. Gestisce inoltre l&#8217;alimentazione d&#8217;emergenza tramite gruppi di continuità (UPS) per quelle apparecchiature che non devono spegnersi in caso di mancanza di energia elettrica; lo stesso sistema controlla infine che le lampade di emergenza entrino in funzione regolarmente.</p>
<p>L&#8217;impianto di irrigazione, se si ha un giardino o un terrazzo, permette di programmare i tempi e gli orari di funzionamento, tenendo in considerazione i fattori meteorologici. Se l&#8217;abitazione ha una piscina l&#8217;impianto domotico permette di automatizzarne le funzioni in base alle abitudini o ai desideri degli utenti (es. temperatura dell&#8217;acqua, apertura eventuale copertura, ecc.).</p>
<p>Nel campo dell&#8217;illuminazione, l&#8217;esigenza più sentita è quella della qualità dell&#8217;illuminazione stessa; il punto chiave è costituito da quello che una volta era il semplice interruttore manuale che viene rimpiazzato dall&#8217;interruttore elettronico che assume il ruolo di sensore o di attuatore locale multifunzione.</p>
<p>Sempre in questo sottoinsieme di gestione ambientale rientrano i controlli di apertura o chiusura tapparelle o tende e quelli di eventuali porte automatiche. Vi è infine la possibilità di creare scenari personalizzati a seconda delle diverse esigenze e di poter quindi attivare una sequenza preordinata di operazioni semplicemente scegliendo di attivarla attraverso un singolo comando.</p>
<p><strong>Gestione degli apparecchi domestici:</strong></p>
<ul>
<li>lavatrice e asciugatrice;</li>
<li>lavastoviglie;</li>
<li>frigoriferi e congelatori;</li>
<li>cucine e forni;</li>
<li>apparecchi idrosanitari, sauna, idromassaggio.</li>
</ul>
<p>Il settore dei cosiddetti elettrodomestici “bianchi” è quello in maggior evoluzione, grazie alla massiccia introduzione di componenti elettronici che ne consentono il miglioramento delle prestazioni, delle funzionalità, dell&#8217;affidabilità e che rendono possibile la telegestione e la telediagnostica manutentiva per ogni singolo apparecchio.</p>
<p><strong>Comunicazione e informazione:</strong></p>
<ul>
<li>telefono analogico o VOIP;</li>
<li>segreteria telefonica;</li>
<li>citofono o videocitofono;</li>
<li>fax;</li>
<li>comunicazioni interne (telefoniche o citofoniche);</li>
<li>accesso Internet a banda larga (DSL, fibra ottica, ecc.);</li>
<li>trasmissione dati per controllo remoto, anche via SMS;</li>
<li>informazioni e svago con sistemi audio-video (televisori, radio, dvd player, cd player, mp3 player, ricevitore satellitare, pay tv, ecc.).</li>
</ul>
<p>In un sistema domotico integrato rientra poi la gestione delle comunicazioni entranti e uscenti dalla casa. Le chiamate telefoniche o citofoniche, interne o esterne, sono automaticamente, e non indistintamente, indirizzate ai giusti apparecchi.</p>
<p>Un gateway fornisce una connessione permanente e a banda larga per permettere l&#8217;accesso ad Internet alle apparecchiature domotiche o ai computer dell&#8217;abitazione, per la trasmissione di dati e per il controllo remoto.</p>
<p>Un sistema di gestione delle sorgenti audio-video permette la loro diffusione nei vari ambienti dell&#8217;abitazione in base alle richieste dell&#8217;utente.</p>
<p><strong>Sicurezza:</strong></p>
<ul>
<li>gestione accessi;</li>
<li>protezione antifurto, antintrusione, antirapina, perimetrale;</li>
<li>protezione antincendio, antiallagamento, da fumo o fughe di gas;</li>
<li>videocontrollo ambientale locale e a distanza;</li>
<li>telesoccorso e teleassistenza di persone sole, anziane, disabili o ammalate.</li>
</ul>
<p>In quest&#8217;ultima categoria rientrano funzioni particolarmente richieste dall&#8217;utenza. La sicurezza si compone di “security”, ovvero sicurezza contro intrusioni non autorizzate o rapine e di “safety”, ovvero sicurezza globale della casa contro fughe di gas, incendi, allagamenti o altri eventi dannosi.</p>
<p>In caso di allarme, il sistema domotico, oltre ad intervenire con opportune azioni locali di segnalazione ed intervento, tramite collegamento con apparecchi trasmissivi (linea telefonica, cellulare gsm, ponte radio, Internet) provvede a segnalare a distanza l&#8217;accaduto e a richiedere l&#8217;eventuale intervento dei vigili del fuoco, della polizia, ecc..</p>
<p>Se presenti delle telecamere a circuito chiuso o videocitofoni sarà possibile visualizzare su appositi monitor o sui normali televisori le immagini riprese in diversi punti dell&#8217;abitazione e del giardino. Le riprese video saranno visibili da remoto via Internet alle persone autorizzate, oppure, in caso di allarme, saranno inviate, in automatico, come immagini a indirizzi e-mail o, come MMS, a numeri di cellulare prestabiliti.</p>
<h3>Possibili sviluppi futuri</h3>
<p>In un progetto di casa intelligente occorre avere ben chiari quali siano i requisiti del sistema di interazione uomo-abitazione da tenere in considerazione. Come abbiamo visto precedentemente la domotica è indirizzata a risolvere una serie di bisogni espressi dall&#8217;utente proponendo un sistema di soluzioni tecniche più o meno integrato che sfrutta al meglio le sinergie ottenibili tra i diversi sistemi. Quando questa integrazione di funzioni e servizi ha successo, nel senso che soddisfa i requisiti espressi dall&#8217;utente, possiamo dire di aver raggiunto positivamente l&#8217;obiettivo preposto. Il successo di un progetto di casa intelligente parte quindi da una chiara conoscenza e condivisione degli obiettivi da soddisfare.</p>
<p>Proprio per questo alcune applicazioni potranno diventare rapidamente obsolete ed essere escluse dal mercato, che così sarà pronto a ricevere maggiormente quelle più mature e, soprattutto, quelle che meglio si adattano a soddisfare i bisogni espressi dall&#8217;utente. Questo porterebbe alla creazione di un segmento di mercato sempre più solido e, quindi, all&#8217;abbattimento dei costi per quelle applicazioni che andranno meglio incontro alle reali necessità degli utilizzatori. Uno degli effetti dell&#8217;abbattimento dei costi sarà, a sua volta, l&#8217;allargamento del mercato di sbocco per i prodotti di home automation.</p>
<p>Secondo alcune ricerche (Labdom, 2002), lo sviluppo di Internet a velocità maggiori, inoltre, potrà dare un grande impulso allo sviluppo della domotica. Negli Stati Uniti, per esempio, si sta sviluppando una vivace offerta di reti telematiche da casa, cosa che peraltro inizia già a diffondersi anche in Europa. Gli sviluppi maggiori del networking domestico potrebbero venire da soluzioni basate sull&#8217;utilizzo della rete elettrica e delle onde radio, perché solo con mezzi di questo tipo sarà possibile collegare i diversi dispositivi domestici che, in futuro, potranno integrare al loro interno un browser Internet &#8220;embedded&#8221; . La diffusione di connessioni permanenti a banda larga con tariffe flat a basso costo aprirà nuove frontiere per il telelavoro, diffonderà l&#8217;utilizzo di servizi multimediali e di intrattenimento, favorirà lo sviluppo di servizi di telegestione e telecontrollo, nonché di home banking ed e-commerce.</p>
<p>Tra gli aspetti di questo nuovo modo di vivere la casa è importante notare come ogni elettrodomestico o servizio dell&#8217;abitazione sia visto non più come separato e isolato dagli altri ma come integrato in un ambiente dove coesistenza diventa la parola chiave.</p>
<p>Oltre che da queste nuove opportunità tecnologiche, lo sviluppo e l&#8217;affermarsi della domotica è influenzato dall&#8217;evoluzione e dai cambiamenti in corso nella società. In base alle ultime analisi Istat si è riscontrato un amento di “single”, di donne con un impiego lavorativo, un innalzamento della vita media, una maggiore permanenza al di fuori dall&#8217;abitazione, un forte sviluppo nell&#8217;acquisto di seconde case e un incremento della criminalità; fattori che hanno indirizzato la società verso la ricerca di una migliore qualità della vita e che di conseguenza potrebbero favorire un forte sviluppo della domotica.</p>
<p>Alcuni ritengono che l&#8217;avvento di queste tecnologie non sia che un altro passo che ci porterà verso modelli e stili di vita sempre più artificiosi, la prospettiva di sviluppo dell&#8217;home automation può, da questo punto di vista, evocare il verificarsi di inquietanti situazioni limitative per la libertà personale, rischi di intrusioni indesiderate nei dispositivi che governeranno le abitazioni domotiche e che vigileranno sulla loro sicurezza, alienazione ed eccessiva dipendenza dalle tecnologie. Altri, al contrario, paragonano entusiasti quanto sta per accadere alla trascorsa rivoluzione industriale, ed enfatizzano le grandissime potenzialità che i sistemi domotici possono sviluppare nelle abitazioni, contribuendo ad un generale miglioramento della qualità di vita.</p>
<h3>Building automation o Automazione degli edifici</h3>
<p>A differenza della home automation, settore in fase di piena espansione, la building automation è già consolidata da diversi anni, anche per questo è opinione diffusa che prodotti di questo settore, adattati su scala ridotta, possano essere applicati nella domotica.</p>
<p>L&#8217;automazione degli edifici è giustamente considerata &#8211; a un livello superiore &#8211; rispetto alla domotica, per questo la prima può essere vista come la centralizzazione delle centralizzazioni della seconda, ma sotto altri punti di vista questi due settori possono anche essere considerati in contrapposizione.</p>
<p>Il punto di forza della Building automation, risiede nel fatto che in un edificio è necessario fornire tutta una serie di servizi (per esempio distribuzione acqua, gas, energia elettrica, segnale televisivo/satellitare, riscaldamento, ecc.) agli ambienti contenuti (per esempio appartamenti o uffici) e così questi impianti beneficiano &#8211; dal punto di vista del costo &#8211; del fatto di essere comunitari, cioè il costo ripartito su ogni utente è irrisorio se comparato al beneficio. Per questo recentemente sono stati introdotti nei servizi offerti in comunione anche la refrigerazione (condizionamento), il condizionamento dell&#8217;acqua potabile, l&#8217;antintrusione, la videosorveglianza, la connessione internet ecc.</p>
<p>Al livello inferiore &#8211; la domotica &#8211; deve ri-distribuire i servizi distribuiti dal condominio nonché eventuali sotto servizi alle varie stanze dell&#8217;appartamento.</p>
<p>Recentissimamente in questo settore è stato introdotta la cogenerazione e la trigenerazione sistemi naturalmente derivati dal riscaldamento satellitare e da recenti leggi che permettono la generazione autonoma di energia elettrica.</p>
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		<title>La domotica nella casa sicura</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 15:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domotica]]></category>
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					<description><![CDATA[La tecnologia attuale permette di scegliere impianti con o senza fili, che sfruttano i sistemi di comunicazione tradizionali ( radiofrequenza o linea telefonica PSTN/ISDN ) oppure le moderne tecnologie GSM, GPRS, ADSL. Il contributo della domotica ad una casa sicura L&#8217;integrazione del sistema di antintrusione e telecontrollo con le ultime tecnologie Wi-Fi ed internet permettono [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La tecnologia attuale permette di scegliere impianti con o senza fili, che sfruttano i sistemi di comunicazione tradizionali ( radiofrequenza o linea telefonica PSTN/ISDN ) oppure le moderne tecnologie GSM, GPRS, ADSL.</p>
<h3>Il contributo della domotica ad una casa sicura</h3>
<p>L&#8217;integrazione del sistema di antintrusione e telecontrollo con le ultime tecnologie Wi-Fi ed internet permettono di raggiungere il massimo livello di sicurezza e di protezione degli ambienti domestici. Ogni funzione dell&#8217;intero sistema è monitorabile anche a distanza, grazie a diverse interfacce che consentono di interagire con la casa dal pc dell&#8217;ufficio, da quello delle centrali di videosorveglianza, o addirittura dai telefoni cellulari e dai pc portatili.<br />
Ne deriva una flessibilità generale che si traduce in un&#8217;ampia scelta per l&#8217;utilizzatore di funzioni particolarmente utili e finora gestibili solo manualmente e soprattutto di installazione complessa.<br />
L’utente può accedere in tempo reale alle immagini fornite dalle telecamere installate nell&#8217; appartamento e verificare quindi il motivo della segnalazione di allarme.</p>
<h3>Sicurezza antintrusione esterna</h3>
<p>Possono essere installati all&#8217;esterno vari tipi di protezioni o sensori di rilevamento, quali barriere, fotocellule, sensori di presenza a raggi infrarossi o a microonde.</p>
<h3>Sicurezza antintrusione interna</h3>
<p>All’interno dell’abitazione si possono istallare vari tipi di protezioni: sirene, sensori e videocamere. Contatti magnetici e sensori infrarossi sono in grado di rilevare ogni tentativo di effrazione segnalandolo localmente o remotamente mediante un collegamento telefonico (fisso o mobile) attraverso il sistema di videocontrollo se abbinato all’antifurto. Gli eventi anti-intrusione cessano automaticamente su comando dei sensori che rilevano il tentativo fallito oppure possono essere disattivati direttamente dall’utente via telefono o manualmente.</p>
<h3>Sicurezza ambientale</h3>
<p>Possono essere attuate le protezioni per inconvenienti dovuti a fughe di gas, allagamenti ed incendi. Si utilizzano rilevatori anti allagamento nei locali con erogazione di acqua, quali cucine, bagni e locali caldaie. Si utilizzano, inoltre, rivelatori di fumo nei locali con possibile rischio di incendi.</p>
<h3>Sistema di videocitofonia e telefonia</h3>
<p>Il sistema di videocitofonia e telefonia integrate permette di sorvegliare gli accessi e gli interni dell&#8217;abitazione tramite telecamere e microfoni che inviano immagini e suoni sia sui videocitofoni installati all&#8217;interno dell&#8217;abitazione sia a distanza, attraverso web server e la rete internet. Al suono del campanello o al tentativo di intrusione rilevato dal sistema antifurto le telecamere registrano immagini e suoni che vengono inviati sui monitor installati in casa oppure, attraverso web server, su PC collegato in internet.</p>
<h3>Sistema di sorveglianza</h3>
<p>Il sistema permette di controllare le immagini rilevate dalle telecamere installate in casa ed all’esterno, sfruttando le apparecchiature dell&#8217;impianto di videocitofonia. Senza dover installare alcun filo in più rispetto a quelli necessari per l&#8217;impianto di videocontrollo è possibile controllare dal videocitofono non solo l&#8217;accesso principale alla propria abitazione ma anche tutte le aree di transito all&#8217;interno della casa, aumentando così il grado di sicurezza fornito dall&#8217;impianto. L&#8217;integrazione con il sistema antifurto permette di attivare automaticamente le telecamere; in questo caso le immagini possono essere inviate al monitor del videocitofono o dei televisori per visualizzazione immediata, possono essere memorizzate per una visione successiva, oppure inviate via MMS ad un telefono di ultima generazione.</p>
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		<title>Generalità sull&#8217;impianto elettrico tradizionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2016 09:19:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domotica]]></category>
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					<description><![CDATA[Impianto elettrico tradizionale Le fasi di realizzazione di un impianto elettrico per abitazione sono le seguenti: progetto, tracciatura e scanalatura del tracciato dell&#8217;impianto sulla parete; posizionamento e muratura delle scatole e delle cassette di derivazione da incasso; posa e muratura dei tubi, collegamenti, sistemazione dei conduttori, collegamento agli apparecchi, Cablaggio della centralina di abitazione, cablaggio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Impianto elettrico tradizionale</h3>
<p>Le fasi di realizzazione di un impianto elettrico per abitazione sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>progetto, tracciatura e scanalatura del tracciato dell&#8217;impianto sulla parete;</li>
<li>posizionamento e muratura delle scatole e delle cassette di derivazione da incasso;</li>
<li>posa e muratura dei tubi, collegamenti, sistemazione dei conduttori, collegamento agli apparecchi, Cablaggio della centralina di abitazione, cablaggio delle cassette di derivazione; vberifica e messa in servizio.</li>
</ul>
<p>Nella prima fase si tracciano sulla parete i percorsi verticali e orizzontali dei conduttori evitando tracciati inclinati (nei limiti del possibile).<br />
Nel soffitto e nel pavimento è possibile seguire qualsiasi tipo di percorso.</p>
<p>Quindi si realizzano le scanalature seguendo le tracce e si posizionano scatole portaapparecchi e cassette di derivazione fissandole al muro con la malta.</p>
<p>Adesso è necessario sistemare i tubi nelle pareti e si collegano alle scatole (cassette di derivazione, punti luce&#8230;). Le cassette di derivazione sono collegate tra loro mediante tubi collocati sul pavimento. Si coprono i tubi.</p>
<p>Si infilano i conduttori con la sonda tirafili infiltrandoli nei tubi. Si collegano i conduttori agli apparecchi inserendoli negli appositi morsetti effettuando spellature su misura.</p>
<p>E&#8217; il momento di collegare i conduttori agli apparecchi della centralina d&#8217;abitazione: selezionamento e protezione circuiti luce, prese e segnalazione.</p>
<p>La conclusione dell&#8217;opera prevede il cablaggio delle cassette di derivazione ordinando i vari circuiti e serrando con appositi morsetti.</p>
<p>I circuiti di energia e di segnalazione possono essere tenuti dalla stessa cassetta purchè separati.</p>
<h3>Effettuare le apposite verifiche dell&#8217;impianto</h3>
<p>Ai sensi della Legge 46/90 l&#8217;installazione, la trasformazione, l’ampliamento e la manutenzione degli impianti elettrici deve essere eseguita solo ed esclusivamente da un &#8220;soggetto abilitato&#8221;, intendendo con detto termine l’impresa regolarmente iscritta nel registro delle Imprese il cui imprenditore è in possesso di determinati requisiti tecnico professionali (requisiti normativi dalla stessa Legge 46/90).</p>
<p>Tutti gli impianti, anche quelli costruiti prima dell’anno 1990, devono essere opportunamente adeguati alle Norme C.E.I.</p>
<p>Per ottemperare alla Legge 46/90, chiunque debba installare o fare manutenzione ad un impianto elettrico, è tenuto a rivolgersi ad una ditta autorizzata (verificare sempre se l&#8217;impresa che si offre è un &#8220;soggetto abilitato&#8221; visionando il Certificato di Iscrizione alla Camera di Commercio di questa).</p>
<p>Il soggetto abilitato, terminato il lavoro, ai sensi della Legge 46/90, è tenuto a rilasciare al committente, una &#8220;dichiarazione di conformità&#8221;, ossia un documento corredato, se del caso, da determinati allegati obbligatori (stabiliti dalla Legge 46/90).</p>
<p>Redigendo la &#8220;dichiarazione di conformità&#8221; la ditta installatrice si assume la responsabilità dell’esecuzione corretta del lavoro commissionato.</p>
<p>In definitiva l’emanazione della Legge 46/90 elimina il &#8220;fai da te&#8221; degli impianti elettrici; la cura di detti impianti dovrà pertanto essere curata solo da professionisti del settore.</p>
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		<title>Sistemi solari passivi</title>
		<link>https://www.informazionecasa.it/sistemi-solari-passivi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 15:12:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Per sistemi solari passivi si intendono tutti quei sistemi in grado di sfruttare l’energia solare senza l’utilizzo di impianti speciali ma semplicemente grazie all’utilizzo di idonei accorgimenti architettonici in grado di captare i raggi solari ed accumularli sotto forma di calore all’interno dell’edificio. Guadagno solare diretto Il metodo più semplice per sfruttare l’energia solare per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per sistemi solari passivi si intendono tutti quei sistemi in grado di sfruttare l’energia solare senza l’utilizzo di impianti speciali ma semplicemente grazie all’utilizzo di idonei accorgimenti architettonici in grado di captare i raggi solari ed accumularli sotto forma di calore all’interno dell’edificio.</p>
<h3>Guadagno solare diretto</h3>
<p>Il metodo più semplice per sfruttare l’energia solare per il riscaldamento degli ambienti è quello a guadagno diretto. Le radiazioni solari dirette e diffuse penetrano, infatti, attraverso le superfici vetrate degli edifici e vengono assorbite dai differenti elementi che compongono l’ambiente (pareti, pavimenti, arredi). Nelle ore notturne, questi cedono il calore accumulato riducendo notevolmente le oscillazioni di temperatura.<br />
Sia con radiazione diretta sia diffusa il funzionamento continuo del sistema lo rende adatto a molte latitudini ed a molte condizioni climatiche. Inoltre, questo tipo di intervento non richiede particolari costi aggiuntivi per la costruzione dell’edificio ma solo un’accurata progettazione dimensionale degli elementi architettonici.<br />
L’elemento più comune per la captazione in un sistema passivo diretto è la tradizionale finestra verticale, la captazione è funzione di diversi parametri geometrici di cui i più importanti sono: l’inclinazione e l’esposizione.<br />
Per quanto riguarda l’esposizione la migliore risulta sempre quella a Sud mentre per quanto riguarda l’inclinazione la scelta è influenzata dalla latitudine e dal periodo dell’anno considerato. Ad esempio l’utilizzo dei lucernari all’interno di un edificio consentono l’introduzione della radiazione solare anche dal tetto garantendo una distribuzione più uniforme all’interno dell’edificio stesso. Possibili modifiche possono essere anche apportate su edifici esistenti con lo scopo di:</p>
<ul>
<li>incrementare artificialmente mediante riflessioni le superfici captanti durante il giorno e l’efficacia dell’isolamento notturno, durante il periodo di riscaldamento;</li>
<li>schermare parzialmente o totalmente la superficie vetrata durante l’estate.</li>
</ul>
<h3>Serre solari</h3>
<p>La serra solare è uno spazio chiuso, separato dall’ambiente esterno mediante pareti vetrate e collegato alla costruzione con aperture, eventualmente apribili; la copertura può essere vetrata o opaca a seconda della latitudine e delle esigenze termiche richieste in fase di progettazione. La serra è un volume che accresce il contributo all’edificio della radiazione solare, trasformata in energia termica e immagazzinata all’interno della serra stessa.<br />
Un sistema molto comune per realizzare delle serre solari riguarda la creazione di ambienti vetrati accostati alla parte esterna dell’edificio.<br />
Le serre solari possono essere realizzate, quando possibile, sia davanti ad un muro accumulatore sia davanti ad una parete vetrata. Nel secondo caso la realizzazione della serra fa sì che la struttura riesca a trattenere le dispersioni termiche dovute alla parete vetrata.<br />
La serra combina le caratteristiche del guadagno diretto con quelle del muro ad accumulo. Infatti, essendo direttamente riscaldata dai raggi del sole, funziona come un sistema a guadagno diretto, in cui l’ambiente adiacente ad essa riceve il calore dal muro termoaccumulatore. La radiazione solare viene, cioè assorbita dal muro di fondo della serra, convertita in calore, ed una parte di esso viene poi trasferito all’edificio.<br />
Per questo motivo, particolare attenzione va posta ai materiali di quelle parti deputate in primo luogo all’accumulo del calore e successivamente alla cessione di esso nelle ore fredde come il pavimento e le pareti, che devono avere una buona inerzia termica. È preferibile che le vetrate della serra siano sempre apribili per garantire la regolazione della temperatura sia in estate sia in inverno.</p>
<p>Nella progettazione di una serra solare si dovrà tenere in considerazione:</p>
<ul>
<li>la serra deve essere orientata verso Sud, con una tolleranza di più o meno 30/40 gradi. Sono assolutamente da evitare gli orientamenti Est ed Ovest che provocherebbero surriscaldamenti difficili da controllare ed eliminare. Una esposizione a Nord non pone, ovviamente, problemi di surriscaldamento, ma riceve nei mesi invernali radiazioni solari in quantità molto limitate;</li>
<li>la serra deve essere ventilabile. Per evitare il surriscaldamento nelle stagioni intermedie e soprattutto d’estate, l’aria calda, che si forma all’interno della serra, deve essere espulsa e sostituita con aria esterna. Di conseguenza, la struttura della serra deve essere quanto più possibile apribile, consentendo un’accentuata variabilità di assetto;</li>
<li>da molto chiuso in inverno a molto aperto in estate (in questa stagione si può prevedere anche la temporanea a dismissione degli infissi vetrati);</li>
<li>la serra dovrebbe essere munita di schermature mobili per la protezione delle superfici trasparenti, in particolare quelle orizzontali e quelle verticali con esposizione a Ovest, dai raggi solari nei periodi caldi. Tali schermature possono essere di moltissimi tipi quali tende, veneziane, pannelli, vegetazione. Affinché siano efficaci, è opportuno che siano collocate all’esterno delle superfici trasparenti e che siano di colore chiaro. Per assicurare un buon comportamento termico e per ridurre il pericolo di condensa superficiale è raccomandabile l’uso di vetro camera;</li>
<li>I telai possono essere realizzati in vari materiali, come per le finestre. Sempre per ridurre le dispersioni di calore ed i problemi di condensa è consigliabile l’utilizzo di profili con taglio termico;</li>
<li>La copertura della serra costituisce la parte più delicata dell’intero sistema: le superfici orizzontali sono quelle che ricevono la maggior quantità di radiazioni solari nei mesi estivi e quindi devono essere schermate e possibilmente apribili. La schermatura si può ottenere mediante tende da sole avvolgibili, che scorrono su guide appoggiate alla struttura, all’esterno delle lastre trasparenti. Per consentire il deflusso delle acque piovane la copertura non potrà essere orizzontale, ma presentare un’inclinazione verso il bordo esterno, dove sarà presente una gronda di raccolta. Nel caso di pannelli scorrevoli se il movimento è attuato manualmente, tale inclinazione non dovrà superare il 5-6 %. Nel caso di movimentazione motorizzata si potranno utilizzare anche inclinazioni maggiori.</li>
</ul>
<h3>Guadagno solare indiretto: sistemi a muro solare</h3>
<p>Il sistema a muro solare rappresenta una delle tecnologie maggiormente diffuse ed utilizzate nell’architettura bioclimatica.<br />
Questo è costituito da una muratura massiccia, in laterizio, in pietra o in calcestruzzo (massa di accumulo) con una superficie annerita e protetta da una lastra a doppio vetro posta a 5-10 cm distanza.<br />
Tra la superficie vetrata captante ed il muro solare viene a definirsi uno spazio ad “intercapedine”, all’interno del quale si determina un “effetto serra” fondamentale nel far innalzare la temperatura del muro solare che va ad assorbire ed accumulare la radiazione solare captata.<br />
Nella fase di distribuzione del calore il muro solare irraggia l’energia accumulata verso lo spazio abitato.<br />
La distribuzione dei flussi termici può essere incrementata ed agevolata anche da moti convettivi innescati da apposite aperture, collocate nelle zone inferiori e superiori del muro che pongono in collegamento l’intercapedine compreso tra la vetrata e il muro con l’ambiente interno.<br />
È possibile individuare due fondamentali sottoarticolazioni di tale sistema bioclimatico in funzione dell’adozione di una parete di accumulo piena oppure di un cosiddetto “muro Trombe”, e pertanto in funzione del ricorso o meno al principio della termocircolazione per incrementare ed agevolare la distribuzione del calore all’interno degli ambienti.<br />
Si avranno pertanto due fondamentali configurazioni del sistema:</p>
<ul>
<li>sistemi a muro solare pieno;</li>
<li>sistemi a “muro di Trombe”.</li>
</ul>
<p>Nei <strong>sistemi a muro solare</strong> e pieno il calore viene trasmesso allo spazio abitato per irraggiamento, dalla superficie interna del muro, con una piccola quota-parte che si trasmette per convezione a causa dei flussi d’aria che lambiscono la parete.<br />
Il rendimento del sistema dipende essenzialmente dallo spessore del muro accumulatore, dal materiale che lo costituisce e dal colore della sua superficie. Il rendimento aumenta, in funzione del materiale costitutivo del muro, ovvero con l’aumentare della conduttività del muro stesso: tanto maggiore è la conduttività e tanto maggiore è la quantità di calore che si trasmette attraverso la parete.<br />
Nello spazio tra vetro e muro, circa 5-10 cm, si possono generare temperature rilevanti, dell’ordine dei 50-60°C.</p>
<p>Nei <strong>sistemi a “muro di Trombe”</strong> (che prende il nome dal suo inventore Felix Trombe) sono previste delle aperture, nella parte superiore ed inferiore del muro, che mettono in collegamento lo spazio abitato con l’intercapedine tra la superficie di captazione ed il muro.<br />
Le specifiche aperture (controllate attraverso l’uso di chiusure manuali o automatizzate) consentono l’innesco di moti convettivi che nel comportamento “inverno-giorno” sono caratterizzati da flussi d’aria ascensionali che dallo spazio intercapedine entrano in ambiente attraverso le aperture in alto, mentre l’aria più fredda presente nello spazio abitato viene richiamata nell’intercapedine dalle aperture in basso per essere a sua volta riscaldata e reintrodotta di nuovo nell’ambiente.<br />
Durante la fase notturna dei “regimi mobili” possono essere inseriti per impedire la “termocircolazione inversa”, causa di dispersioni termiche, ed ottimizzare quindi il rendimento del sistema.<br />
Il rendimento di un sistema a “muro di Trombe”, rispetto a quello con muro solare pieno, aumenta di circa il 10% purché siano previsti sistemi atti ad evitare la cosiddetta “termocircolazione inversa” durante il periodo notturno.</p>
<p>In generale le oscillazioni della temperatura dell’aria interna diminuiscono all’aumentare dello spessore del muro termico. Non bisogna trascurare, però, che il rendimento del muro aumenta all’aumentare della sua conduttanza, e quindi al diminuire del suo spessore, esiste pertanto una fascia ottimale di spessore per ogni materiale superata la quale ulteriori incrementi dello spessore non producono sostanziali benefici.</p>
<p>Durante il periodo estivo occorre in primo luogo impedire la captazione dell’energia solare da parte delle superfici vetrate. Pertanto è necessario prevedere appositi sistemi di schermatura esterna, fissi o mobili, in grado di ombreggiare la superficie vetrata ed impedire la captazione dell’energia solare.</p>
<p>Nei sistemi a muro di Trombe possono essere previste delle aperture nelle superfici vetrate ai fini di consentire la dispersione convettiva dell’energia termica, dal muro verso l’esterno.<br />
Durante il periodo “estate-notte” risulta utile consentire la “termocircolazione inversa” (l’aria nello spazio tra vetrata e muro si raffredda e diventando più pesante scende entrando in ambiente dalle apertura in basso; mentre l’aria calda presente nello spazio abitato viene richiamata dalle aperture in alto) che permette il raffreddamento dell’aria presente in ambiente.</p>
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		<title>I materiali per la bioedilizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 15:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a oggi in Italia di bioedilizia si è soprattutto &#8220;parlato&#8221; a differenza di quanto è avvenuto nel centro e nel nord Europa dove si è soprattutto &#8220;fatto&#8221;, e dove, quindi, sono ormai numerose le esperienze concrete realizzate e il settore produttivo si è da tempo adeguato a una richiesta crescente, mettendo a disposizione del cantiere numerosi materiali coerentemente ecologici.</p>
<h3>Introduzione</h3>
<p>Molte amministrazioni pubbliche in Svizzera, Germania e Austria stanno elaborando normative ed indirizzi per la valutazione della qualità ecologica dei materiali edili e per la loro applicazione.</p>
<p>Seppure in modo molto parziale anche l&#8217;Unione Europea si è mossa per riconoscere l&#8217;importanza di una trasformazione ecologica della produzione edilizia, prima con la direttiva 89/106 sulla qualità, anche ambientale, dei materiali da costruzione e poi con il regolamento 880/92 che prevede la costituzione di un marchio europeo denominato &#8220;ecolabel&#8221; per la certificazione della ecocompatibilitá dei prodotti non solo per l&#8217;edilizia.</p>
<p>Ma su quali basi si può definire un materiale ecologico o meglio ambientalmente sostenibile?</p>
<p>In estrema sintesi la sostenibilità di un materiale si definisce in relazione alla riduzione ai minimi termini del suo impatto ambientale riferito all&#8217;intero ciclo della sua vita. In alte parole, un materiale è tanto più sostenibile quanto minore è l&#8217;energia, da un lato, e la produzione di rifiuti, dall&#8217;altro, necessarie per l&#8217;estrazione delle materie prime di cui è fatto, per i cicli intermedi di lavorazione,per l&#8217;imballaggio, il trasporto e la distribuzione, per l&#8217;applicazione, l&#8217;uso e il consumo e per l&#8217;eventuale riutilizzo o riciclo, ed infine per la sua dismissione o smaltimento finale.</p>
<p>La sostenibilità di un materiale va valutata quindi &#8220;dalla culla alla tomba&#8221; attraverso un&#8217;attenta analisi della sua &#8216;biografia&#8217;.</p>
<p>La complessità e la grande articolazione del settore produttivo rendono particolarmente arduo il compito di valutare la qualità ecologica dei materiali edili e la stesura quindi di corretti &#8220;ecobilanci&#8221;; il sempre più diffuso riconoscimento del valore economico del &#8220;capitale ambientale&#8221; fa sì che questo strumento di analisi venga sempre più di frequente applicato nella parte economicamente più avanzata d&#8217;Europa, ancora molto poco in Italia, per indirizzare nel senso della sostenibilità le scelte produttive e di sviluppo.</p>
<h3>I requisiti dei materiali ecocompatibili</h3>
<p>I materiali da costruzione, per tutto il loro ciclo di vita, hanno un impatto sia sull’uomo sia sull’ambiente.</p>
<p>Gli effetti che i diversi materiali hanno dipendono da diversi fattori come l’origine del materiale, il ciclo di lavorazione dello stesso ma anche l’adeguatezza del materiale stesso una volta posato in opera. Il ciclo di vita dei materiali viene valutato dall’origine del materiale stesso, ovvero dall’estrazione delle materie prime, fino alla fine della sua vita utile valutando tutti gli effetti di questo sulla salute dell’uomo e sulla salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>Promuovere la produzione e la commercializzazione di prodotti aventi un minor impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita del prodotto significa pertanto valutare:</p>
<ul>
<li>l’estrazione e l’origine delle materie prime;</li>
<li>la produzione del materiale;</li>
<li>la lavorazione e la messa in opera;</li>
<li>la permanenza nell’edificio, manutenzione, sostituzione, rimozione, demolizione, smaltimento e riciclaggio.</li>
</ul>
<p>I requisiti essenziali che i prodotti da costruzione dovranno avere seguendo un approccio bioecologico sono (Direttiva CEE 89/106 in materia di prodotti da costruzione):</p>
<ul>
<li>risparmio energetico e ritenzione di calore;</li>
<li>igiene, salute, ambiente;</li>
<li>pulizia e manutenzione;</li>
<li>assenza di sostanze pericolose nella composizione che possono comportare il rilascio di natura chimica (gas, composti organici volatili VOC) o di natura microbiologica (putrescibilità, formazione di muffe, funghi, virus, batteri) ed il rilascio di polveri, fibre o particelle radioattive;</li>
<li>bassa remissività ed inquinamento ambientale nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto;</li>
<li>uso di materie prime abbondantemente disponibili;</li>
<li>riciclabilità e la smaltibilità delle materie prime impiegate limitando i rischi ambientali;</li>
<li>sicurezza per i lavoratori nella fase di produzione e per gli utenti nella fase di esercizio;</li>
<li>sicurezza in caso di incendio;</li>
<li>resistenza meccanica;</li>
<li>protezione contro il rumore.</li>
</ul>
<p>Attualmente non esistono normative o leggi che obblighino i produttori a dichiarare tutti i componenti dei prodotti da loro commercializzati. Inoltre non vengono mai date indicazioni sulle modalità di produzione dei prodotti stessi, diviene pertanto difficile, attualmente, identificare un prodotto realmente naturale da uno ottenuto semplicemente da sostanze naturali.</p>
<h3>Opere in muratura</h3>
<p>I materiali più comunemente usati per realizzare opere in muratura sono: laterizio, blocchi in cemento alleggerito, blocchi di argilla espansa, pietre naturali, terra cruda e malte.</p>
<p>I laterizi sono materiali da costruzione prodotti da un impasto di argilla acqua e sabbia modellati per estrusione o a mano, asciugati e cotti a una temperatura tra i 900 e 1200°C. I prodotti ricavati da tale lavorazione sono: mattoni pieni, semipieni e forati, blocchi, tegole, ecc.</p>
<p>Il laterizio è considerato un materiale ecologico in quanto la materia prima è abbondantemente disponibile in quasi tutte le regioni in che rende le vie di trasporto relativamente brevi, il materiale può essere facilmente riciclato sotto forma di frantumato per la costruzione di sottofondi di strade e per la produzione di inerti da calcestruzzo (coccio pesto).</p>
<p>Il ciclo produttivo è più impattante sull’ambiente principalmente per due motivi: il primo è legato al fatto che le cave di estrazione influiscono sulla conformazione del paesaggio, il secondo è dovuto alle elevate temperature di cottura richieste con conseguente ingente dispendio di energia.</p>
<p>Praticamente tutti i materiali minerali contengono sostanze radioattive in quantità più o meno elevate; le argille usate per confezionare i laterizi contengono una quantità di radioattività normalmente troppo bassa per causare effetti negativi sulla salute dell’uomo.</p>
<p>I laterizi per murature vengono classificati a seconda del grado di foratura e delle dimensioni in:</p>
<ul>
<li><strong>mattoni pieni:</strong> generalmente non forati con al massimo una foratura fino al 15% dell’area; massa volumica (densità) compresa tra 1300 e 1600 kg/m3; dimensione uni 5,5x12x25;</li>
<li><strong>mattoni semipieni:</strong> con foratura tra il 15 e il 45% dell’area; massa volumica (densità) tra 800 e 1000 kg/m3; dimensione uni 5,5x12x25;</li>
<li><strong>blocchi semipieni:</strong> con foratura tra il 15 e il 45% dell’area; massa volumica (densità) tra 800 e 1000 kg/m3; dimensione doppio uni 12x12x25;</li>
<li><strong>blocchi forati:</strong> con foratura tra il 45 e il 55% dell’area; massa volumica (densità) tra 700 e 800 kg/m3; dimensione doppio uni 12x12x25;</li>
</ul>
<p>I blocchi possono avere anche dimensioni differenti a seconda del produttore e dell’utilizzo che se ne deve fare.</p>
<p>I mattoni pieni e semipieni grazie alla loro maggiore densità ed inerzia termica sono buoni accumulatori di calore e possiedono un elevato potere fono isolante.</p>
<p>Esistono poi i laterizi forati e alleggeriti (detti laterizi porizzati) che si ottengono aggiungendo al normale impasto d’argilla sostanze che, durante la cottura, sviluppano dei gas e rilasciano nella massa dei piccoli pori che aumentano le caratteristiche termoisolanti rispetto al laterizio normale.</p>
<p>Vengono usati per murature perimetrali portanti e di tamponamento.</p>
<p>Le dimensioni sono uguali a quelle del laterizio normale e si distinguono a seconda del grado di foratura e della massa volumica in:</p>
<ul>
<li><strong>blocchi semiforati:</strong> con foratura minore del 45%; massa volumica (densità) tra 800 e 900 kg/m3;</li>
<li><strong>blocchi forati:</strong> con foratura tra il 45 e il 55% dell’area; massa volumica )densità) tra 700 e 80 kg/m3.</li>
</ul>
<p>Tra i materiali per le opere in muratura troviamo:</p>
<ul>
<li>Blocchi in laterizio porizzato con materiale di origine naturale;</li>
<li>Blocchi in laterizio porizzato con materiale di origine inorganica;</li>
<li>Blocchi in laterizio porizzato con materiale di origine artificiale;</li>
<li>Blocchi in laterizio rettificati;</li>
<li>Blocchi in laterizio-sughero;</li>
<li>Mattoni in terra cruda;</li>
<li>Mattoni in legno;</li>
<li>Blocchi cassero in legno mineralizzato;</li>
<li>Blocchi in calcestruzzo alleggerito con argilla espansa;</li>
<li>Blocchi in calcestruzzo cellulare autoclavato.</li>
</ul>
<h3>Le malte</h3>
<p>Per malta si intende il prodotto ottenuto dalla miscela di un legate, ovvero un prodotto inorganico sotto forma di polvere fine, addizionato ad acqua e sabbia.</p>
<p>Esistono molti tipi di malte in commercio in relazione alla loro applicazione le malte si distinguono in:</p>
<ul>
<li>malte per intonaci;</li>
<li>malte per applicazioni di rivestimenti sia a parete sia a pavimento;</li>
<li>malte di allettamento per murature;</li>
<li>malte per impermeabilizzazioni, stuccature, sigillature.</li>
</ul>
<p>In relazione alla natura del legante e del processo di presa e di indurimento le malte si distinguono in:</p>
<ul>
<li>malte a base di grassello di calce;</li>
<li>malte a base di grasselli e di materiali pozzolanici;</li>
<li>malte a base di gesso;</li>
<li>malte a base di leganti idraulici;</li>
<li>malte a base di leganti argillosi;</li>
<li>malte a base di leganti organici;</li>
<li>malte a base di più leganti.</li>
</ul>
<p>Gli aggregati possono essere costituiti da sabbia (di fiume, di cava, di litorale), rocce frantumate, materiali rocciosi a comportamento idraulico (pozzolana), cocciopesto, frammenti di malte da reimpiego.</p>
<p>Altri componenti di natura organica e/o inorganica possono essere presenti eventualmente per conferire all’impasto caratteristiche particolari: paglia, pula, crine animale, carbone, pomice, ecc..</p>
<p>Le malte impiegate nell’edilizia, per influire positivamente il microclima abitativo e consentire l’interazione uomo-edificio-ambiente, devono possedere i seguenti requisiti:</p>
<ul>
<li>natura porosità, il rapporto tra volume dei vuoti e il volume totale del materiale deve consentire un’adeguata traspirabilità;</li>
<li>buona traspirabilità, capacità di avere un elevato scambio igrometrico con l’ambiente in grado di regolare le variazioni di umidità;</li>
<li>capacità igroscopica, potere di assorbire il vapore acqueo o umidità dell’aria e di cederlo all’esterno;</li>
<li>buona inerzia termica, capacità di non disperdere il calore accumulato;</li>
<li>protezione acustica e protezione dai rumori in generale, con particolare riguardo alla risonanza, alla riflessione sonora ed al riverbero;</li>
<li>riciclabilità, possibilità di riutilizzo delle materie prime impiegate;</li>
<li>tossicità, assenza di sostanze tossiche nella composizione che possono essere rilasciate nell’ambiente;</li>
<li>basso inquinamento e ridotto consumo energetico durante tutto il processo produttivo e nella fase di post-vita;</li>
<li>salvaguardia delle risorse naturali;</li>
<li>manutenibilità.</li>
</ul>
<p>I leganti sono materiali in grado di indurire a contatto con l’aria o con l’acqua in relazione a questa caratteristica le malte vengono definite malte aeree o idrauliche.</p>
<p>Classificazione delle malte:</p>
<ul>
<li>malte aeree: gesso o calci aeree (calce viva in zolle o idrata, più sabbia e acqua);</li>
<li>malte idrauliche: calci eminentemente idrauliche o agglomerati cementizi, più sabbia e acqua; o calce aerea più pozzolana e acqua (malte pozzolaniche);</li>
<li>malte idrauliche plastiche: calci eminentemente idrauliche o agglomerati cementizi più sabbia e acqua;</li>
<li>malte cementizie: cementi, più sabbia e acqua;</li>
<li>malte composte o bastarde: due o più leganti insieme, più sabbia e acqua;</li>
<li>malte additive: le malte precedenti più un additivo plastificante, impermeabilizzante, antigelo, ecc..</li>
</ul>
<p>In relazione al tipo di applicazione della malta, dovrà essere scelta, inoltre, la granulometria della sabbia, quindi le malte si classificano in base all’utilizzo in:</p>
<ul>
<li>malte per murature: tutte le malte sopraelencate;</li>
<li>malte per intonaci: tutte le malte sopraelencate con una sabbia di granulometria ridotta;</li>
<li>malte per sottofondi: malte composte con prevalenza di calce idraulica ed aerea, nel caso di pavimenti rigidi e resistenti; si impiegano, invece, malte cementizie per la posa di rivestimenti flessibili.</li>
</ul>
<p>L’acqua d’impasto delle malte e dei calcestruzzi assicura idratazione al legante, conferisce alle malte ed al calcestruzzo lavorabilità e plasticità per la messa in opera del prodotto, partecipa, inoltre, alla coesione del materiale indurito. Il tenore di acqua presente nelle miscele è in grado di intervenire sulle proprietà meccaniche, fisiche e chimiche in tutte le fasi di vita del conglomerato.</p>
<p>Da evitare sono tutte le malte a base cementizia che, oltre ad essere poco porose e quindi poco permeabili al vapore acqueo, non sono consigliabili nell’impiego per intonaci, e richiedono, inoltre, enormi dispendi energetici in fase di produzione.</p>
<h3>I materiali termoisolanti</h3>
<p>Materiali termoisolanti sono detti quelli che possiedono una bassa conduttività termica (normalmente inferiore a 0,05 W/mK). Si tratta principalmente di materiali porosi (alveolari) e fibrosi in cui è racchiusa aria, la quale è un cattivo conduttore di calore. I migliori materiali termoisolanti possiedono struttura alveolare con pori ben chiusi.</p>
<p>La conduttività termica dei materiali è indicata nelle schede tecniche dei prodotti, ma i valori indicati sono leggermente più bassi rispetto a quelli effettivi, perché vengono stabiliti in laboratorio dove il tasso di umidità è inferiore rispetto a quello riscontrabile negli edifici.</p>
<p>I materiali fibrosi, e anche alcuni di quelli porosi, sono igroscopici, cioè assorbono facilmente umidità. L’umidità assunta espelle l’aria e quindi ne diminuisce la proprietà termoisolante. I materiali igroscopici devono pertanto essere protetti contro l’umidità e si prestano soprattutto all’impiego in costruzioni a secco. Nella scelta del materiale termoisolante si dovrebbero valutare non solo le caratteristiche tecniche, che sono ovviamente le più importanti, ma anche quelle ecologiche. I migliori pregi termoisolanti li possiedono certi materiali sintetici, che, però, dal punto di vista ambientale, causano diversi problemi.</p>
<p>Vengono di seguito classificati, in base all’origine e alla struttura, i materiali termoisolanti che possono essere utilizzati nell’edilizia ecologica:</p>
<p><strong>Origine minerale &#8211; struttura cellulare:</strong></p>
<ul>
<li>Argilla espansa;</li>
<li>Perlite espansa;</li>
<li>Vermiculite espansa;</li>
<li>Pomice naturale;</li>
<li>Vetro cellulare.</li>
</ul>
<p><strong>Origine vegetale &#8211; struttura fibrosa:</strong></p>
<ul>
<li>Fibra di cellulosa;</li>
<li>Fibra di legno;</li>
<li>Fibra di legno mineralizzata;</li>
<li>Fibra di canapa;</li>
<li>Fibra di lino;</li>
<li>Fibra di cocco;</li>
<li>Fibra di juta;</li>
<li>Canna palustre.</li>
</ul>
<p><strong>Origine vegetale &#8211; struttura cellulare:</strong></p>
<ul>
<li>Sughero.</li>
</ul>
<p><strong>Origine animale &#8211; struttura fibrosa:</strong></p>
<ul>
<li>Lana di pecora.</li>
</ul>
<h3>Materiali impermeabilizzanti</h3>
<p>Le guaine impermeabilizzanti traspiranti hanno la funzione di proteggere l’edificio ed i suoi elementi dalla penetrazione dell’umidità, che può causare danni alle strutture e compromettere il microclima interno. Nell’uso di questi materiali è necessario prendere in considerazione il fatto che ogni intervento di impermeabilizzazione influisce sullo scambio naturale tra ambiente esterno ed interno, pertanto gli interventi dovrebbero limitarsi a quelli veramente indispensabili.</p>
<p>I materiali da impiegarsi per la realizzazione delle impermeabilizzazioni dovranno essere il più possibile naturali, traspiranti e garantire in ogni caso l’assenza di qualunque infiltrazione d’acqua e la durabilità nel tempo dei requisiti originari.</p>
<p>Qualsiasi impermeabilizzazione sarà posta su piani predisposti con le opportune pendenze. Le impermeabilizzazioni, di qualsiasi genere, dovranno essere eseguite con la maggiore accuratezza possibile, specie in vicinanza di fori, passaggi, cappe, ecc.. Le guaine impermeabilizzanti traspiranti possono essere di origine sintetica o di origine vegetale.</p>
<p>Tra i materiali impermeabilizzanti troviamo:</p>
<ul>
<li>Guaine i polietilene traspiranti;</li>
<li>Guaine in poliacrilico;</li>
<li>Guaine bentonitiche;</li>
<li>Carte Kraft;</li>
<li>Carte oleate.</li>
</ul>
<p>Tra i materiali per la bioedilizia non possiamo trascurare l&#8217;utilizzo e l&#8217;apporto di materiali più comuni come:</p>
<p><strong>Il vetro</strong></p>
<p>Negli edifici con estese superfici vetrate più che in altre situazioni, le tipologie di vetri utilizzate rivestono un’importanza molto rilevante in quanto possono essere causa di dispersioni termiche molto elevate e di surriscaldamento estivo.</p>
<p>I vetri basso-emissivi sono resi riflettenti all’infrarosso lungo, mediante il deposito di metalli o di sali metallici semiconduttori ottenuto per polverizzazione catodica. Le vetrate così trattate possono ridurre le dispersioni fino al 40% rispetto a quelle tradizionali. I vetri basso emissivi sono caratterizzati anche da un elevato fattore solare e un’elevata trasmissione luminosa che da un lato limita la fuoriuscita del calore, dall’altro favorisce l’ingresso di luce e “calore solare”, con conseguente vantaggio sul bilancio energetico e quindi economico.</p>
<p>Esistono, inoltre, pellicole per il risparmio energetico che possono essere applicate alle vetrate esistenti: le pellicole consistono in uno strato isolante che applicato al vetro crea una barriera ai raggi del sole. Un vetro normale senza pellicola fa passare l’82% dell’energia solare che lo colpisce, lo stesso vetro trattato con pellicola solare farà passare solo il 20% dell’irraggiamento solare, riducendo anche il fenomeno dell’abbagliamento.</p>
<p>Il problema delle estese vetrate non riguarda soltanto il risparmio sul condizionamento dei locali ma anche la possibilità che la merce esposta, nel caso si tratti di spazi abitativi al terziario commerciale, subisca delle alterazioni di colore dovute ai raggi ultravioletti ed alla radiazione solare diretta. Le pellicole in molti casi possono anche ridurre questo inconveniente.</p>
<p>Per accrescere il risparmio energetico vanno sempre utilizzate sistemi a vetrocamera (costituiti da più vetri separati da camera d’aria) e non i vetri singoli, questi possono essere anche corredati da un sistema a tendine montate all’interno di due lastre di vetro il cui scorrimento avviene in un ambiente sigillato, isolato dalla polvere, tale da evitare qualsiasi problema di pulizia e manutenzione. I movimenti di sollevamento e orientamento possono essere azionati mediante l’accoppiamento di un motore esterno, e da un motore interno, o più semplicemente manualmente.</p>
<p><strong>L’acciaio</strong></p>
<p>L’acciaio è una lega di ferro-carbonio che contiene un tenore di carbonio inferiore al 2% e piccole quantità di altri elementi come il silicio, il magnese, lo zolfo ed il fosforo. Le materie prime utilizzate per la produzione dell’acciaio sono:</p>
<ul>
<li>la ghisa grigia proveniente dall’alto forno a cui viene ridotto il tenore di impurità;</li>
<li>i rottami di ferro, derivato da recuperi civili ed industriali;</li>
<li>le ferroleghe che non hanno impiego autonomo ma vengono preparate per essere utilizzate nella produzione di acciai e ghise speciali; queste contengono una percentuale di carbonio molto bassa (dallo 0,1 all’1%) con elevati tenori di altri elementi come il silicio, magnese, il cromo il nichel, ecc. che vengono aggiunte agli acciai per migliorarne le caratteristiche.</li>
</ul>
<p>L’acciaio può degradarsi in due forme distinte: per ossidazione o per corrosione. Mel primo caso gli atomi superficiali del materiale reagiscono con l’ossigeno formando un ossido. Lo stato di ossido risulta poco aderente al materiale sottostante, pertanto, il processo può proseguire e non riguardare soltanto lo strato superficiale del metallo. L’ossidazione avviene in assenza di umidità. Il processo di corrosione del materiale avviene invece in presenza di umidità; in questo caso il processo genera sul materiale zone portatrici di cariche positive e negative. Tutti gli ambienti umidi risultano pertanto corrosivi nei confronti dell’acciaio.</p>
<p>Nell’ambiente edilizio l’acciaio inossidabile sta assumendo sempre più un ruolo di primo piano nel settore delle costruzioni sia civili che industriali e nel consolidamento delle strutture portanti degli edifici monumentali. Questo è dovuto soprattutto alle garanzie di durata e di resistenza alla corrosione tradizionale riconosciute e ad altre specifiche proprietà. Progettisti, architetti e tecnici del settore danno oggi sempre più importanza anche ad altre doti di questi materiali; in particolari alle elevate caratteristiche meccaniche, di resistenza al fuoco e all’assenza di manutenzione nel tempo che consentono grandi vantaggi nelle applicazioni strutturali.</p>
<p>L’utilizzo dell’acciaio va ridotto a funzioni pertinenti alle sue proprietà in quanto nel processo produttivo viene richiesto un dispendio energetico notevole e le attività minerarie hanno un notevole impatto ambientale.</p>
<p>Gli impatti ambientali legati alla produzione di acciaio, riguardano anche i trattamenti superficiali cui il materiale viene sottoposto per migliorare le caratteristiche meccaniche, estetiche e funzionali.</p>
<p>Aspetti ambientali di questi trattamenti superficiali cui il materiale viene sottoposto sono la produzione di fanghi contenenti metalli o l’emissione di composti organici volatili. L’acciaio viene comunemente recuperato e riutilizzato, in molti casi però in relazione al tipo di applicazione del materiale il recupero del materiale risulta difficile e oneroso.</p>
<p>L’acciaio da utilizzare in eventuali getti in calcestruzzo armato o pre le strutture in acciaio dovranno essere realizzate secondo le indicazioni di progetto, impiegando esclusivamente acciaio diamagnetico a struttura austenitica inossidabile per non creare alterazioni di campo magnetico terrestre, e per eliminare qualsiasi interferenza di tipo magnetico.</p>
<p><strong>L’alluminio</strong></p>
<p>L’alluminio è uno degli elementi più diffusi in natura. Forma circa l’8% della crosta terrestre e si trova all’interno di minerali come bauxite, criolite, e molti silicati. L’alluminio, combinato con ad esempio, rame, zinco, e magnese forma numerose leghe dette leghe leggere.</p>
<p>L’alluminio puro ha un bell’aspetto senza necessità di ulteriori finiture, ma la sua superficie può essere ugualmente trattata con un’ampia gamma di rivestimenti, dalle verniciature alle anodizzazioni colorate.</p>
<p>L’industria edile europea utilizza 1,2 milioni di tonnellate d’alluminio all’anno, ponendosi così come il secondo maggior settore di utilizzo del metallo.</p>
<p>La possibilità di anodizzarlo o colorarlo senza bisogno di altre finiture o riverniciature sul posto, la capacità di essere estruso in profilati anche complessi, lo rende particolarmente adatto per scale, ringhiere, tetti, porte, pareti e serramenti per i quali, in alcuni paesi, è il materiale che detiene fino all’80% del mercato.</p>
<p>L’alluminio è un materiale leggero duraturo e facilmente lavorabile. A parità di volume, l’alluminio pesa solamente un terzo dell’acciaio, pertanto, nelle applicazioni meccaniche, si possono ottenere risparmi significativi di peso.</p>
<p>Il materiale sviluppa velocemente una pellicola impermeabile di ossido sulle superfici esposte all’aria, questa è estremamente resistente alla corrosione atmosferica anche in ambienti marini. Questa caratteristica dell’alluminio di passivarsi, ossia di ricoprirsi (quando è esposto ad esempio all’aria umida) di un sottile strato di ossido estremamente aderente ed impermeabile che lo protegge dall’ulteriore attacco, conferisce al materiale durevolezza; normalmente anche se lo strato protettivo viene asportato o localmente interrotto, immediatamente se ne riforma un altro.</p>
<p>L’alluminio presenta una buona conducibilità termica ed elettrica; queste caratteristiche fisiche lo rendono adatto ad applicazioni per il riscaldamento ed il raffrescamento. Divine problematica la sua applicazione nei serramenti che disperdono il calore durante i mesi invernali e non isolano sufficientemente gli ambienti in quelli estivi. Pertanto nella fabbricazione dei serramenti spesso vengono inseriti dei tagli termici all’interno del serramento stesso. L’alluminio può essere modellato, con tutte le comuni tecniche di lavorazione, più facilmente della maggior parte degli altri metalli. È facile da colare, o presso colare, in forme precise e complesse. Può essere forgiato, laminato fino ad ottenerne un foglio sottilissimo, estruso in profili complessi o piegato.</p>
<p>L’alluminio richiede, a parità di quantità prodotta, un dispendio energetico doppio rispetto a quello necessario per produrre l’acciaio. Tuttavia l’alluminio è facilmente riciclabile, con un costo energetico pari ad un ventesimo di quello necessario per la sua prima fusione: quasi un terzo dell’alluminio consumato oggi è prodotto riciclando rottami. La conducibilità termica del materiale è superata soltanto da quella dell’argento, del rame e dell’oro.</p>
<p><strong>Il rame</strong></p>
<p>Il rame e le sue leghe furono tra i primi materiali metallici prodotti. Grazie alle sue caratteristiche estetiche il rame ha trovato nei secoli moltissime applicazioni in edilizia. Il suo impiego è ancora oggi molto diffuso possedendo elevate proprietà quali: la conduttività elettrica, la conducibilità termica, la resistenza in molti ambienti corrosivi, la duttilità e la tenacità.</p>
<p>Le distinzioni dei diversi tipi di rame è fatta in relazione alla quantità di ossigeno presente nel metallo e alle conseguenze che la presenza dell’ossigeno ha sulle proprietà e le caratteristiche del materiale.</p>
<p>La presenza di un alto tenore di ossigeno all’interno del metallo lo rende più fragile se scaldato ad una temperatura superiore ai 400°C in ambiente contenente idrogeno.</p>
<p>Il materiale presenta una buona resistenza alla corrosione, per questo viene spesso impiegato in edilizia per la realizzazione di facciate, coperture ed altri elementi decorativi. La sua capacità di non deteriorarsi a contatto con gli agenti atmosferici, ma al limite di modificare solamente la sua colorazione, rende inutili i trattamenti di verniciatura protettiva.</p>
<p>La norma UNI 12861 specifica i requisiti e le caratteristiche dei rottami di rame e le sue leghe, utilizzabili per fusione diretta. La norma prescrive le caratteristiche del rottame, prove e analisi da effettuare per verificare la sua qualità. Sono anche indicati i valori massimi ammessi delle impurità metalliche.</p>
<p>Uno dei principiali problemi legati all’impiego di questo materiale riguarda i costo energetici ed ambientali utilizzati per la sua produzione. Come l’alluminio e l’acciaio, però, anche il rame al termine della sua vita utile può essere totalmente riciclato senza perdere le sue proprietà intrinseche.</p>
<p>Un’importante caratteristica del materiale riguarda la sua capacità di inibire l’accrescimento di batteri nocivi alla salute umana tra i quali anche quello della Legionella Pneumophila.</p>
<p>Le conduttività elettrica e termica del rame sono superiori a quelle di altri materiali favorendone, pertanto, in determinate applicazioni il risparmio energetico; è infatti molto utilizzato nella realizzazione di tubi e fili per l’impiantistica. Tutte le applicazioni connesse allo scambio termico beneficiano delle caratteristiche del rame: scambiatori di calore per centrali elettriche ed altri impianti, caldaie murali a gas, ecc.. Nel settore dell’impiantistica il tubo in rame viene utilizzato per le sue doti di resistenza al calore e per la sua conducibilità termica, negli impianti di riscaldamento a radiatori e nei pannelli radianti a pavimento e a parete. Il materiale è stato utilizzato anche, sotto forma di laminati e tubi di rame per la realizzazione di pannelli per l’acqua calda sanitaria.</p>
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		<title>La Diagnosi Termografica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 15:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[La valutazione istantanea dell&#8217;energia termica emessa per irraggiamento da una superficie attraverso particolari sensori consente di effettuare indirettamente una mappatura della temperatura superficiale. Scopo dell&#8217;indagine termografica è proprio quello di valutare le temperature superficiali delle pareti e, sulla base di queste informazioni che sono rese in formato digitale con immagini bidimensionali, comprendere se in determinati [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La valutazione istantanea dell&#8217;energia termica emessa per irraggiamento da una superficie attraverso particolari sensori consente di effettuare indirettamente una mappatura della temperatura superficiale. Scopo dell&#8217;indagine termografica è proprio quello di valutare le temperature superficiali delle pareti e, sulla base di queste informazioni che sono rese in formato digitale con immagini bidimensionali, comprendere se in determinati punti della struttura si verificano delle situazioni particolari.</p>
<p>La termografia riveste un ruolo essenziale nelle indagini non distruttive e nel settore del risparmio energetico trova una sempre più larga diffusione anche nella diagnostica degli edifici. I fattori di successo di questa tecnica sono dovuti all&#8217;innovazione tecnologica degli strumenti e, non ultimo, ai costi delle apparecchiature che diventano anno dopo anno sempre più accessibili.</p>
<p>In commercio esistono diversi modelli di termocamera con differenti tipologie di sensori. Generalmente per avere delle buone analisi è consigliabile utilizzarne una con una risoluzione minima di 160&#215;120 pixel, dove l&#8217;edifico può essere &#8220;fotografato&#8221; nella sua interezza a distanze contenute. Una risoluzione maggiore consente ovviamente di avere una immagine con un maggiore dettaglio anche quando la superficie, è proprio il caso degli edifici, è particolarmente estesa.</p>
<p>Le immagini IR sono ricavate da piastre sensibili allo spettro dell&#8217;infrarosso e sono formate da un determinato numero di sensori che vanno a disegnare una matrice, i segnalivengono poi convertiti formando l&#8217;immagine visibile sul display o nell&#8217;oculare della termocamera.</p>
<p>In funzione delle analisi da svolgere, l&#8217;operatore potrà poi andare a sostituire le ottiche e scegliere se utilizzare teleobbiettivi o grandangolari. Il parametro più importante da impostare correttamente è l&#8217;emissività dell&#8217;oggetto su cui si interviene con l&#8217;analisi termografica, normalmente gli oggetti presentano emissività che vanno approssivativamente da 0,1 a 0,95. L&#8217;emissività di una superficie molto lucida (specchio) scende sotto 0,1, mentre una superficie ossidata o pitturata ha un&#8217;emmissività molto maggiore. Vernici a olio, senza colore nello spettro visibile, hanno un&#8217;emissività sopra 0,9 nell&#8217;IR. La pelle umana ha un&#8217;emissività vicina a 1.</p>
<p>Le applicazioni della termografia sono le più varie:</p>
<p><strong>in edilizia</strong></p>
<ul>
<li>analisi delle facciate nel periodo invernale per individuare le zone di massima dispersione di calore e nel periodo estivo per la verifica dei distacchi d&#8217;intonaco;</li>
<li>analisi e verifica ponti termici e variazioni murarie;</li>
<li>analisi e verifica superfici trasparenti verticali;</li>
<li>rilevamento dell&#8217;umidità nelle murature, l&#8217;individuazione di distacchi su affreschi, mosaici e intonaci, lo studio composizionale di murature antiche e moderne, nonchè il rilievo delle superfici maggiormente a rischio per fattori microclimatici (per queste problematiche visita il sito www.technoumido.it);</li>
<li>refrattarietà e isolamento scarsi;</li>
<li>tubazioni (dispersione della linea di distribuzione del vapore, serpentine, ecc&#8230;);</li>
<li>infiltrazioni d&#8217;acqua;</li>
</ul>
<p><strong>nel campo elettrico</strong></p>
<ul>
<li>fotovoltaico (hot-spots, ombreggiamenti, celle, moduli o serie malfunzionanti, errori di cablaggio, ecc&#8230;);</li>
<li>componenti elettrici guasti;</li>
<li>punti di falsi contatti nei quadri elettrici;</li>
<li>rilevamento difetti su linee di alta tensione;</li>
</ul>
<p><strong>in macchina per la verifica di componenti meccanici surriscaldati.</strong></p>
<p>Nelle sue applicazioni in edilizia, la termografia è uno strumento usato anche per la valutazione delle diverse tipologie di strutture trasparenti verticali presenti negli edifici. In questo caso si rivela uno strumento utiler soprattutto per la verifica in opera dell&#8217;installazione di serramenti bassoemissivi, altrimenti non riconoscibili a occhio nudo.<br />
Consente inoltre, in fase di diagnosi, di riconoscere le zone di massima dispersione energetica, di tracciare le colonne e le posizioni dei terinali scaldanti, ma, soprattutto, di rivelare le diverse tipologie di involucro e i ponti termici.</p>
<p>La diagnosi termografica costituisce sicuramente uno strumento utile per chi si occupa di diagnostica energetica degli edifici e non solo.</p>
<p>La termocamera è uno strumento interessante e talora indispensabile per alcune applicazioni. Interessante è l&#8217;abbinamento tra la termocamera (strumento che restituisce una informazione in modo istantaneo) e altri strumenti, come per esempio, il termoflussimetro che, al contrario, restituisce valori precisi dell&#8217;informazione rilevata ma con tempi molto più lunghi.</p>
<p>Nel caso non si possano effettuare analisi distruttive, come carotaggi, per valutare la corretta stratigrafia della parete, l&#8217;abbinamento dei due strumenti può essere uno combinazione vincente in quanto la termocamera ha la funzione di fornire elementi per una corretta valutazione dei punti sui quali è più conveniente applicare i sensori di temperatura.</p>
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		<title>Vantaggi delle costruzioni in legno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 12:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Case in legno]]></category>
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					<description><![CDATA[Con questo articolo vogliamo evidenziare quali sono i vantaggi della realizzazione di una casa in legno anche in virtù delle nuovo normative europee sul risparmio energetico. 1. Benessere e comfort abitativo Trascorriamo il 90% della nostra vita moderna in ambienti chiusi. Il nostro benessere dipende dal clima dell’ambiente che si sviluppa nelle nostre abitazioni. Oltre [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo articolo vogliamo evidenziare quali sono i vantaggi della realizzazione di una casa in legno anche in virtù delle nuovo normative europee sul risparmio energetico.</p>
<h3>1. Benessere e comfort abitativo</h3>
<p>Trascorriamo il 90% della nostra vita moderna in ambienti chiusi. Il nostro benessere dipende dal clima dell’ambiente che si sviluppa nelle nostre abitazioni.<br />
Oltre alla domotica intelligente, influisce sul comfort abitativo soprattutto la corretta scelta dei materiali. Recenti ricerche dimostrano che materiali come legno, fibre di legno o sughero risultano confortevoli già a temperatura ambiente, mentre quelli come il cemento o la pietra diventano termicamente confortevoli soltanto con temperature superficiali attorno ai 30°C.<br />
Virus, batteri e muffa costituiscono un crescente rischio per la salute: il legno è antibatterico e particolarmente adatto per persone che soffrono di allergie grazie al suo effetto climatico ambientale.<br />
Il materiale legno ha le caratteristiche positive della naturalezza, calore e intimità. Il legno regola il clima, accumula calore e umidità e ci protegge nella stagione estiva dal surriscaldamento.</p>
<h3>2. Ecocompatibilitá eccezionale – costruzioni sostenibili</h3>
<p>Il bilancio ecologico di un materiale descrive il suo intero ciclo di vita: dall’estrazione, attraverso la produzione e la lavorazione, fino all’utilizzazione e lo smaltimento.<br />
Il legno è l’unico materiale che necessita solo di acqua, aria e sole per crescere e che mantiene il suo bilancio di CO2 equilibrato, ovvero il legno assorbe la CO2 dannosa dall’aria e la restituisce solo dopo la combustione o il macero. Al momento del recupero del legno si hanno pochissime emissioni e la sua lavorazione è possibile anche senza tecniche impegnative e costose. Rispetto alle costruzioni in laterizio, il consumo di energia totale del legno è il 75% in meno. Questa enorme differenza deriva dal fatto che i mattoni necessitano di temperature molto elevate a lunga durata che vengono generate con combustibili fossili.<br />
Il legno non è mai un rifiuto, ma è, e rimane, un prodotto di pregio. Mentre i calcinacci minerali devono essere smaltiti in modo separato e costoso, il legno può essere trasformato nuovamente in materiali derivati dal legno o semplicemente usato come combustibile naturale. Anche rispetto alla sostenibilità, il legno non ha eguali: attualmente la ricrescita annuale è nettamente più alta del fabbisogno.<br />
Sapevi che nelle foreste dell’Alto Adige una modesta casa di legno “ricresce” in una sola ora?</p>
<h3>3. Alta protezione termica – costruire senza ponti termici</h3>
<p>Il legno spicca per la sua bassa conducibilità termica. Lo spessore di una parete di legno, in combinazione con pregiati materiali termoisolanti, può essere ridotto in confronto ad altri materiali senza alterare il valore prescritto dalle normative. Quindi il legno come materiale edile non adempie solo a compiti costruttivi, ma in gran parte funge anche da isolamento termico. Oltre a ciò la maggiore temperatura superficiale del legno crea un clima abitativo molto accogliente.<br />
Grazie a queste proprietà, anche i provvedimenti per evitare i ponti termici sono nettamente inferiori che nelle costruzioni di muratura. Per ponte termico si intende una parte di costruzione dove il comportamento termico è considerevolmente differente rispetto a quelle circostanti. L’accurata attenzione ad ogni particolare insieme alle proprietà isolanti del legno consentono una costruzione quasi senza ponti termici. Per questa ragione ogni casa in legno diventa automaticamente una CasaClima!</p>
<h3>4. Costruzione traspirante &#8211; protezione dall’umidità</h3>
<p>Nella vita quotidiana vi sono tante attività, come cucinare o fare la doccia, che producono vapore acqueo. Quando il vapore permea attraverso materiali edili porosi dalla parte calda a quella fredda, si parla di diffusione.<br />
Il legno agisce da regolatore di umidità, ovvero assorbe l’umidità sovra eccedente e la restituisce all’occorrenza. Queste proprietà igroscopiche del legno lo rendono ideale per le costruzioni permeabili al vapore. Assieme a materiali idonei e a strati funzionali disposti in modo corretto, la formazione di acqua di condensazione all’interno dell’elemento strutturale può essere evitata. È importante che l’involucro della struttura sia a tenuta d’aria, in modo che l’accumulo di umidità sia ridotto al minimo. Oltre a ciò una costruzione traspirante è capace di espellere l’aria viziata e mali odori all’esterno.<br />
In confronto alle costruzioni di muratura con il loro elevato contenuto d’acqua, le costruzioni in legno traspiranti diminuiscono il rischio di formazione di muffa con il conseguente deterioramento delle condizioni igienico ambientali e delle parti costruttive.</p>
<h3>5. Statica e antisismica</h3>
<p>Grazie alle nuove norme sismiche europee è possibile descrivere il comportamento delle strutture di legno in maniera più realistica. L’edificazione in zone sismiche si configura pertanto molto più sicura. Antiche costruzioni miste legno-pietra hanno dimostrato che possono resistere comodamente anche a terremoti devastanti.<br />
Il legno possiede inoltre un’altra proprietà molto importante: le sue caratteristiche meccaniche aumentano al diminuire della durata dell’azione sollecitante. Questo fatto rende il legno particolarmente adatto a resistere ad azioni di breve durata proprio come sisma e vento. Nella maggior parte dei casi gli elementi di legno sono collegati tra loro con connettori deformabili. Questi tipi di connettori, se adeguatamente dimensionati, permettono alle strutture di legno di raggiungere quel comportamento duttile che è indispensabile per la resistenza all’azione sismica. Se confrontate inoltre con le costruzioni in muratura, tali strutture hanno una massa molto minore e pertanto risentono meno dell’azione sismica. Le costruzioni in legno sono caratterizzate da un ottimo rapporto tra resistenza e peso proprio.<br />
Il legno dispone di ottimi margini di sicurezza, che si sapranno apprezzare in caso di emergenza.</p>
<h3>6. Prefabbricazione &#8211; sistema di costruzione a secco</h3>
<p>Nel settore della prefabbricazione il legno è senza dubbio il numero uno. Il grado di prefabbricazione può essere adeguato alle esigenze individuali.<br />
Grazie alla progettazione dettagliata di ogni elemento, occorrono solo alcuni giorni per il montaggio di una casa in legno, incluso il tetto. In questo modo anche l’arco di finanziamento si accorcia nettamente. La lavorazione eseguita in stabilimento è indipendente dalle condizioni climatiche e ciò consente di ottenere livelli di qualità maggiori oltre ad un continuo controllo della qualità stessa. In confronto ai materiali a base minerale, le costruzioni di legno non necessitano dei termini per il disarmo e dei tempi di asciugatura. Ciò ha come vantaggio che tutte le case di legno sono immediatamente abitabili!</p>
<h3>7. Isolamento acustico elevato</h3>
<p>In un mondo frenetico, dove il rumore è dappertutto, cresce il bisogno di calma e tranquillità. Per questo motivo la richiesta di isolamento acustico è sempre maggiore.<br />
Le pareti non devono essere per forza pesanti e massicce. Le moderne strutture di legno combinano costruzioni multistrato con materiali termoisolanti. Il disaccoppiamento acustico e un accurato studio dei dettagli di connessione consentono persino di rispettare i requisiti acustici più severi. In questo modo le case di legno sono in grado di raggiungere la stessa protezione contro il rumore aereo delle costruzioni in muratura, addirittura con spessori e massa minori. Anche il rumore da calpestio può essere limitato con un’accurata scelta degli strati di sottofondo e di controsoffitto.<br />
Se vengono presi in giusta considerazione tutti gli aspetti come l’orientamento dell’edificio, una accurata divisione dello spazio, la separazione di ambienti di quiete da quelli rumorosi, una casa di legno può essere una vera oasi di pace e intimità.</p>
<h3>8. Protezione antincendio</h3>
<p>Viene spesso erroneamente affermato che il rischio di incendio nelle case di legno è maggiore di quello delle costruzioni di muratura. Ci sono però tanti vantaggi del legno che confutano questa scorretta informazione nel caso d’incendio. Lo sanno tutti che un pezzo di legno è facilmente infiammabile solo quando le sue dimensioni sono piccole. Però le costruzioni di legno sono tutt’altro che di piccole dimensioni! Nella maggior parte dei casi non è il legno strutturale a bruciare per primo, ma l’arredamento d’interni, come i tappeti, i mobili e le tende. Qui non c’è nessuna distinzione rispetto alle costruzioni in muratura.<br />
La bassa conducibilità termica del legno comporta che, in caso d’incendio, l’acqua fuoriuscente crea uno strato di carbone, il quale protegge il legno sottostante dal fuoco. Un altro vantaggio del legno in caso d’incendio é l’abilità di preannunciare la sua perdita di capacità portante scricchiolando prima di crollare; al contrario una struttura in metallo cede imprevedibilmente. Il legno brucia senza deformarsi come il metallo, ne fondersi come la plastica. In tale maniera le vie di fuga rimangono sicure e non costituiscono altri pericoli.<br />
Questo è quanto riconosciuto anche da famose compagnie assicurative che offrono gli stessi premi assicurativi per le case di legno e di muratura. Persino i Vigili del Fuoco non trovano dubbi a costruire la propria abitazione con una struttura di legno.</p>
<h3>9. Durabilità e manutenzione</h3>
<p>È ancora diffusa la presupposizione che la casa di legno non abbia la stessa durabilità di una in muratura. Come si osserva però nei paesi nordeuropei ed in quelli nordamericani, il legno è un materiale amato e largamente utilizzato da molte generazioni ed il numero di edifici di legno pubblici o privati è enorme, aggirandosi nell&#8217;ordine dei milioni.<br />
In linea con le normative e disposizioni tecniche, la durata delle case di legno è stata fissata in cinquant&#8217;anni.<br />
L&#8217;esperienza ci dimostra però che una costruzione di legno di cinquant&#8217;anni può resistere tranquillamente per ulteriori 50 anni, presentando la stessa stabilità. Ma vista la velocità con cui cambiano tecnica, livello di vita, questioni ecologiche ed eventi, non pare desiderabile una durata fino all’eternità.<br />
Il progresso continuo e le ricerche nel settore delle costruzioni di legno hanno contribuito a scongiurare, con tecniche adeguate, il maggior pericolo per il legno: l’acqua. In questo modo si garantisce la durabilità nel tempo.</p>
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